Italia
Tre artiste “svelano” la scrittura femminile
In partenza nello spazio Terzopiano la mostra collettiva Protagoniste Anna Oberto, Marcela Moraga, Clarissa Falco
lucca. Si aprirà sabato 16 novembre alle 18, nello spazio Terzopiano - Arte contemporanea in piazza dei Servi 7, la mostra “Every letter is a love letter”, collettiva che riflette sul processo di svelamento della scrittura e dell’esperienza del fuori tema, di ciò che è rimasto ai margini delle narrative ufficiali, attraverso tre differenti pratiche artistiche declinate al femminile.
Anna Oberto (Ajaccio, Francia, 1934), Marcela Moraga (San Fernando, Cile, 1975) e Clarissa Falco (Genova, Italia, 1995) sono le artiste invitate per questo evento.
Una mostra transgenerazionale che si apre con il lavoro di una delle principali esponenti della scena verbo-visuale italiana: Anna Oberto che ha incentrato la sua ricerca artistica e letteraria sul linguaggio e sulla scrittura. Già nel Manifesto Femminista Anaculturale, del dicembre 1971, Anna Oberto si poneva la questione della scrittura femminile - non tanto quella letteraria o vissuta come privata ma quella del politico: “Liberiamo il linguaggio e libereremo la donna!”.
E sul dare corpo alla parola si inserisce la pratica artistica di Clarissa Falco. La giovane artista presenta una produzione di lavori che si articola a partire dall’idea di corpo. Corpi come “macchine desideranti’, oltre la distinzione tra soggetto e oggetto, sono privati delle proprie sembianze per diventare ingranaggi o parti meccaniche. Falco sceglie il corpo femminile che viene traslato in elementi industriali creando una nuova grammatica sull’idea di forza legata al desiderio e alla femminilità.
La stessa soggettività femminile che si ritrova nei tessuti andini proposti da Marcela Moraga, mezzo importante per trasmettere e preservare i tratti essenziali della vita di una società. La tradizione della tessitura è al centro di tutta la comunità andina. I tessuti sono la superficie su cui le donne trasferiscono i dati della loro economia locale. L'artista cilena interviene su diversi tessuti usando feltro e ricami per illustrare un’altra storia, quella sui processi di estrazione dei minerali nella catena montuosa andina, causa della contaminazione e della siccità delle acque e dei conseguenti problemi sociali ed economici che colpiscono gli indigeni andini. Per la prima volta si presentala serie completa, arricchita di due nuovi lavori realizzati in Toscana.
Il progetto della mostra si inserisce in Cantiere Toscana, rete territoriale per ricerca, produzione e formazione per l’arte contemporanea, con il supporto di Regione Toscana e Giovani sì e il patrocinio del Comune e Provincia di Lucca.
Proseguirà fino al 26 gennaio 2020, visitabile su prenotazione (tel. 348 7252628) (www.terzopiano.org | info@terzopiano.org). —
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