Sicurezza
Strappate le coperte dorate dei migranti, c’è l’ombra dell’atto vandalico
Danneggiati i teli appesi alle porte della chiesa di San Cristoforo: in un portone della Cattedrale impresso il segno di una croce
LUCCA. Uno strappo nella “coperta” dorata attaccata alla porta principale della chiesa di San Cristoforo. Uno, un po’ più piccolo, in una delle porte secondarie della stessa chiesa di via Fillungo. Una croce impressa nella “veste dei migranti” che abbraccia una delle ante del portone laterale della Cattedrale di San Martino: un segno lasciato forse con una chiave o con qualche oggetto simile che finisce, anche qui, con uno squarcio. Indenne invece il telo termico attaccato alla porta d’ingresso della chiesa Valdese, in via Galli Tassi.
A una settimana dalla fine del Lucca Comics & Games, manifestazione che aveva dato il La all’installazione “Eldorato” - condivisa dall’arcivescovo Paolo Giulietti e dal pastore valdese di Lucca Antonio Abramo - dell’artista fiorentino Giovanni De Gara, sono poche le coperte termiche rimaste intonse. Un’installazione che lancia un messaggio chiaro sul significato dell’accoglienza e che da subito aveva scatenato la protesta della Lega. Ma, se da una parte questo non significa automaticamente che dietro a questi danneggiamenti ci sia stata una volontà precisa di andare contro questo messaggio, dall’altra non è nemmeno possibile escluderlo a priori. A insospettire, tra tutti gli “strappi”, è soprattutto quello a forma di croce nella porta della Cattedrale: un segno chiaro, che non lascia spazio ad alcun fraintendimento, al contrario degli altri che invece potrebbero essere stati provocati anche, magari inavvertitamente, da qualcuno che si è appoggiato alla porta. Del resto il materiale non è molto resistente e non si può dimenticare che nei giorni del Lucca Comics & Games, sono transitate in centro più di 270.000 persone. Detto questo però, l’ombra dell’atto vandalico resta, visto anche il messaggio dell’installazione dell’artista che si pone come obiettivo quello di una riflessione sul tema dell’accoglienza dei migranti. Ieri mattina l’arcivescovo Paolo Giulietti è stato in Cattedrale probabilmente anche per rendersi conto dell’entità del danno. «Ieri sera (ndr, domenica sera) era tutto a posto nelle coperte della Cattedrale», ha detto Giulietti prima di andare a verificare di persona la situazione. Questo potrebbe quindi far pensare che lo sfregio a forma di croce sia stato impresso nella notte tra domenica e lunedì. Quelli della chiesa di San Cristoforo invece, risalirebbero ad almeno cinque giorni fa.
Ma intorno alle chiese nessuna rivendicazione. «Se sono cattolici conservatori hanno sfregiato solo la coperta, se invece sono stati dei vandali hanno danneggiato anche la porta...», ha detto il pastore della chiesa Valdese di Lucca Antonio Abramo che in questi giorni si trova all’estero e che quindi non ha visto con i suoi occhi i danni alle coperte. «Di certo non è un attacco lampante - continua - dato anche il materiale non è così resistente. Può essere anche solo il segno di qualche sciocchezza. Noi per aver appeso la coperta non abbiamo avuto nessun problema. Lucca è una città accogliente».
Intanto in questi giorni le coperte dovrebbero essere staccate da tutte le chiese. «È nata come iniziativa legata ai Comics - spiega il rettore della Cattedrale, don Mauro Lucchesi - ora che il festival è finito verranno tolte. Ci sta che gli strappi siano stati causati da chi le ha toccate per curiosità. Secondo me se qualcuno avesse voluto mostrare dissenso avrebbe colpito la porta principale della Cattedrale strappando tutto. Io comunque non ho avuto segnali di opposizione rispetto all’installazione».
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