Sicurezza
Palmeri, è definitiva la condanna per le botte all’Ottavo Nano
La Cassazione conferma la pena di 30 mesi di carcere per l’ex generalissimo dei Bulldog ora in Ucraina
LUCCA. Diventa definitiva la condanna per Andrea Palmeri, il 40enne ex generalissimo die Bulldog, per il pestaggio di Stefano Benassi, avvenuto tra l’8 e il 9 marzo del 2013 al pub Ottavo Nano in via Cantore. . La Corte di Cassazione ha infatti rigettato il ricorso presentato da Palmeri per veder l’annullamento della sentenza di appello che, nel 2016, lo aveva visto condannare a due anni, otto mesi e 20 giorni di reclusione oltre al pagamento di una provvisionale di 10.000 euro a favore di Benassi che dopo l'aggressione fu costretto a sottoporsi ad un intervento chirurgia maxillo facciale. Le accuse alle quali Palmeri doveva rispondere erano di lesioni gravi, minacce e porto ingiustificato di un coltello a serramanico. Si tratta, ovviamente, di una pena che è destinata a rimanere sulla carta, visto chedal 2015 Palmeri risulta essere in Ucraina a combattere a fianco delle milizie filorusse.
Stando all'accusa Palmeri aveva colpito al volto con un pugno per futili motivi il cameriere provocandogli un trauma cranico, la frattura della parete anteriore della mascella e dell'orbita sinistra, l'infrazione delle ossa nasali e una ferita al sopracciglio sinistro. Lesioni da cui derivava un'incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni superiore ai 40 giorni nonchè l'indebolimento permanente della vista. In quella circostanza Palmeri avrebbe minacciato Benassi puntandogli alla gola un coltello a serramanico dicendogli la frase: «Se tu non hai problemi, allora te li creo io».
Nella stessa circostanza poi l'ex capo ultras della Lucchese brandendo il coltello a serramanico minacciava tre giovani che si trovavano fuori dal locale di via Cantore. Arrestato. Per quella vicenda l'estremista di destra venne arrestato il 17 giugno del 2013 dalla squadra Mobile. Prima di quella data polizia e procura non avevano potuto procedere all'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere perchè l'iniziale prognosi stilata dall'ospedale per il cameriere era di 27 giorni e quindi non consentiva l'arresto. Palmeri era rimasto nel carcere di San Giorgio sino al 13 settembre e dopo l'attenuazione della misura era tornato libero con obbligo di firma. Poi, prima del termine del provvedimento della sorveglianza speciale, ha lasciato l'Italia. —
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