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Lucca

Fred, la Casina Rossa e gli anni ruggenti Il ricordo nostalgico di Tony Lazzaroni

barbara antoni
Fred, la Casina Rossa e gli anni ruggenti Il ricordo nostalgico di Tony Lazzaroni

Due giorni dopo la scomparsa del famoso artista, il gestore del locale più in voga a Lucca fino agli anni Novanta dedica un pensiero al cantante di “Una rotonda sul mare”. «Quella sera cantò da noi dopo varie esibizioni alla Bussola»

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foto di un’epoca

barbara antoni

Erano gli anni “ruggenti” a cavallo di due decenni che hanno lasciato il proprio segno nel Novecento. Gli anni Settanta, delle rivoluzioni e delle nuove mode, prolungamento naturale delle proteste dei Sessanta, e gli anni Ottanta, della ricchezza e dell’ubriacatura post miracolo economico. In quegli anni, in alcuni locali particolarmente in auge, la vita notturna era popolata di artisti che davvero, forse senza immaginarlo allora, stavano disegnando un’epoca, un modo di essere e di rapportarsi all’altro. Di innamorarsi, anche.

Uno di quegli artisti era Fred Bongusto, scomparso due giorni fa all’età di 84 anni. Uno di quei locali era la Casina Rossa, a Ponte San Pietro a Lucca.

«Erano anni felici», racconta, con un tono di voce in cui nemmeno il telefono riesce a nascondere qualche sfumatura nostalgica Antonio Lazzaroni, per tutti Tony, un nome di ieri e di oggi nel settore della ristorazione e dell’intrattenimento. Lazzaroni, oggi titolare della società Lazzaroni Catering che gestisce anche il Lazzaroni Cafè and Restaurant in piazza Duomo a Pisa,affacciato su uno dei tesori d’arte più grandi al mondo come la Torre, in quegli anni gestiva la Casina Rossa e il Caffè delle Mura (più tardi, negli anni Novanta e fino al Duemila, è stato anche assessore al turismo e alle attività produttive del Comune di Lucca).

«Alla Casina Rossa - racconta oggi Tony Lazzaroni - venivano i migliori artisti dell’epoca. Il locale era un nome nel settore dell’intrattenimento».

Sul suo palcoscenico si esibivano, in una successione che oggi appare quasi incredibile, gli artisti più glamour dell’epoca, i più acclamati, i più seguiti, quelli che vendevano milioni di dischi e muovevano milioni di fan.

«Alla Casina Rossa - continua Lazzaroni - cantavano Franco Califano, Domenico Modugno, Patty Pravo, Mia Martini, Fred Bongusto. Ma anche Peppino di Capri, Bruno Lauzi: erano questi i nomi più in voga fra gli anni Settanta e Ottanta. Alcune volte, invece che alla Casina, venivano trasferiti al Caffè delle Mura».

Quella sera di Fred Bongusto alla Casina Rossa, che Lazzaroni ha voluto ricordare postando sul suo profilo Facebook la foto che lo ritrae insieme all’artista (e riscuotendo una lunga serie di struggenti commenti amarcord) risale, ricorda egli stesso, «ai primi anni Ottanta. Era una serata organizzata per alcuni nostri ospiti, una serata riservata. Bongusto veniva dalla Versilia, dopo alcune serate in cui si era esibito alla Bussola. Conoscevo bene il suo storico titolare, il patron Sergio Bernardini: grazie a questa amicizia con lui, avevo la possibilità di ospitare nei miei locali gli artisti migliori che cantavano nel suo locale».

Lazzaroni racconta un Fred Bongusto riservato, fuori dal palcoscenico. Sentimentale, come si può immaginare ricordando le sue canzoni. «Quella sera - ricostruisce l’ex gestore della Casina Rossa -, dopo lo spettacolo Fred era rimasto a dormire a Lucca. Amava molto la nostra città, per la sua ricchezza di arte. Quando veniva da noi e non doveva ripartire subito, amava fermarsi, almeno una notte, per godersi Lucca. È stato molto bello averlo più volte ospite».

«Tempi felici - ribadisce Lazzaroni -. C’era un clima diverso, più elegante, più rispettoso. I ragazzi, gli uomini, venivano a ballare con la cravatta anche di pomeriggio. Per questa perdita di eleganza, io penso, le discoteche non hanno avuto più successo. I giovani oggi fanno altre scelte, che rispetto. E preferiscono una musica movimentata. In quei tempi invece la gente amava ascoltare la musica ma anche parlare». E in cui poteva innamorarsi anche semplicemente sulle note di “Una rotonda sul mare”. «I cantanti che si esibivano nei miei locali - aggiunge Lazzaroni - erano quelli che avevano rilanciato una forma romantica della musica», sulle cui note aveva preso campo, tra i tanti, il ballo del mattone.

Un’epoca di cui oggi rimangono solo i ricordi. «Ho lasciato il Caffè delle Mura nel 1986, la Casina Rossa circa vent’anni fa - racconta sempre Lazzaroni -. Questo periodo si è esaurito all’inizio degli anni Novanta. Dopo mi sono dedicato ad altro. Ho spostato la mia attività su Pisa, dove ho rilevato la concessione dell’Opera Primaziale Pisana: sulla terrazza accanto alla Torre, abbiamo il Lazzaroni Cafè and Restaurant». —

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