Il Tirreno

Lucca

IN TRIBUNALE 

Due condannati per tentata estorsione a una donna della Piana

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LUCCA. Il giudice monocratico Tiziana Lottini ha condannato due persone per un tentativo di estorsione ai danni di una donna di quarantacinque anni residente nella Piana. Uno di loro - riconoscibile da una serie di tatuaggi - era accusato anche di aver minacciato la vittima con modi tutt’altro che ortodossi. Si tratta di Domenico Spina condannato a due anni di reclusione mentre Pietro Fanini, titolare di un autosalone, è stato condannato a 12 mesi usufruendo dei benefici di legge. Entrambi, che danno una versione totalmente diversa dei fatti, ricorreranno in Appello.

L’episodio contestato risale all’agosto 2016. Per un debito di 1000 euro contratto dal genitore defunto la donna di 45 anni è stata minacciata mentre si trovava in un esercizio commerciale a Matraia. Lei però non ha avuto paura a denunciare il tentativo di estorsione alle forze dell’ordine. Secondo la ricostruzione degli inquirenti il titolare dell’autosalone avrebbe inviato Domenico Spina per incutere timore alla donna e convincerla a pagare il debito di 1000 euro.

Erano le 14 e nel locale di Matraia la donna si è trovata davanti una persona che non conosceva. Un uomo di mezz’età - con una serie di tatuaggi - che le si è avvicinato e, con fare sprezzante, le avrebbe consigliato di pagare il debito contratto dal padre. «Devi saldare il debito con il titolare dell’autosalone altrimenti ti faccio passare un brutto quarto d’ora. Ricorda che sono peggio di un’agenzia di recupero crediti. Non importa come ti procuri i soldi, devi pagare». Una frase che non lasciava adito a dubbi condita inoltre da una serie di ingiurie e parole scurrili e pronunciate da una persona a lei sconosciuta. Dimostrando invidiabile self control la donna era rimasta silente. Ma quando l’estortore, che ha fatto il nome del titolare dell’autosalone come mandante, se n’è andato si è diretta alla stazione dei carabinieri più vicina per presentare denuncia. Sono iniziate le indagini e, in virtù del notevole numero di tatuaggi, gli inquirenti sono arrivati a Spina. —

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