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Medici di famiglia, ecco chi ha posti liberi Presto 20mila lucchesi dovranno cambiare
Entro il 2022 in pensione una quindicina di dottori del capoluogo molti dei quali hanno raggiunto il limite dei 1.500 pazienti
LUCCA: Medici di famiglia, ecco chi ha ancora posto e chi no. Come prepararsi in vista dei numerosi pensionamenti previsti nel triennio che costringeranno oltre 20mila lucchesi a scegliersi un nuovo dottore.
La carenza di medici in Italia e non solo a Lucca è un fatto acclarato con cui la sanità pubblica e i cittadini stanno già cominciando a fare i conti. Mancano medici nei reparti di medicina generale degli ospedali e nei Pronto soccorso (vedi il San Luca) ma anche i medici di famiglia, che sono il primo riferimento per chiunque abbia un problema di salute dal raffreddore a cose più serie. La questione del ricambio generazionale è delicata e deve fare i conti con numeri che non tornano: troppo pochi i neolaureati sfornati dalle università per garantire un pieno turn over e il problema si presenterà in misura significativa già a partire dal biennio 2022-2023. Ma già adesso per sostituire chi è andato in pensione si è pescato in una graduatoria in cui sono rimasti un’ottatina di posti che devono servire tutta la Toscana. La Regione è corsa al riparo portando a 150 (da 80) il numero degli ammessi all’ultimo corso triennale di Medicina generale che dà l’abilitazione, ma non è detto che si faccia in tempo a sopperire alle numerose uscite previste a stretto giro di posta.
Attualmente ogni medico può seguire fino a un massimo di 1.500 pazienti e negli anni a venire c’è il rischio di dover alzare questo tetto con tutto ciò che ne consegue per medici e pazienti. Dei 54 medici di famiglia attualmente operativi su Lucca circa la metà hanno ancora posti disponibili, mentre gli altri hanno già raggiunto il limite. Dato che nel prossimo triennio è prevista l’uscita di una trentina di medici di famiglia operanti nel territorio dell’ex Asl 2, di cui una quindicina su Lucca, oltre 20mila i lucchesi che dovranno cambiare medico nell’arco del triennio.
Qualcuno si è già messo in moto, altri stanno valutando da chi andare, altri ancora invece aspetteranno fino all’ultimo giorno prima di salutare il proprio dottore. Ognuno, nella libertà che consente la legge di cambiare il medico di famiglia come e quando gli va. Ricordandosi però che quando il proprio medico cessa l’attività, il passaggio a quello che verrà nominato per sostituirlo non sarà automatico, così come il passaggio all’eventuale incaricato provvisorio. Funziona così: al momento della cessazione del medico di base, e fino a quando non entra il nuovo titolare, l'Asl nomina un medico incaricato. Il cittadino potrà scegliere di farsi assistere dal medico incaricato o da altro medico iscritto nell'elenco qui a fianco: in ogni caso dovrà esercitare direttamente la propria opzione, in quanto non è previsto il passaggio automatico degli assistiti dal medico cessato al medico incaricato. Al momento dell'ingresso del nuovo medico convenzionato, il medico incaricato decade: il cittadino a quel punto dovrà esercitare nuovamente la scelta del curante. Ecco perché qualcuno - per evitare di dover cambiare medico 3 volte in pochi mesi - si anticipa e lo cambia subito, decidendo il definitivo.
È importante sottolineare che la fotografia riportata nelle tabelle che pubblichiamo a fianco è quella scattata ieri e dunque potrà cambiare, anche nel giro di pochi giorni. Nella lista dei medici che hanno disponibilità ad esempio ce ne sono alcuni che sono assai vicini al limite, e che dunque hanno pochissimi posti liberi. La maggior parte però ha posti in abbondanza. —
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