Toscana
«Grazie a chi ci sostiene, le soluzioni ci sarebbero basta volerle trovare»
lucca. «Non abbiamo niente da spartire con chi ha permesso per anni che perdurasse questa palese situazione di sfruttamento di massa, o con i sindacati che a livello nazionale hanno firmato quel vergognoso contratto di categoria». È quanto fanno sapere dal movimento Lucca Crepa a proposito delle ultime dichiarazioni rilasciate da Lucca Crea e dal vicesindaco Giovanni Lemucchi. «Che ci abbiano preso in giro quando dicevano che non c’era soluzione - aggiungono da Lucca Crepa - o che ci prendano in giro adesso che dicono di volerla trovare, a noi di Lucca Crepa cambia ben poco. Siamo nati per denunciare una situazione di sfruttamento legalizzato e creare una mobilitazione che imponesse un cambiamento del reale, e non siamo tanto ingenui da prestarci a fare da trampolino o da cassa da risonanza a chi, fino ad oggi, non ha mosso un dito per migliorare la situazione. Neanche siamo tanto sprovveduti da non sapere che le soluzioni a livello politico ci sarebbero, se solo si volessero trovare, senza bisogno di aprire tavoli di confronto e percorsi partecipativi». Da parte di Lucca Crepa arriva poi il ringraziamento a chi ha sostenuto la loro causa finora: non solo ex felpati ma anche autori, standisti e pubblico del festival. Fra questi c’è Roberto Recchioni, sceneggiatore e curatore di Dylan Dog che ha espresso la sua solidarietà alla causa con un post sulla sua pagina Facebook. «Ma che ci fosse uno di noi, autori, editori, lettori, che avesse trovato cinque minuti cinque, per approfondire la questione delle condizioni di lavoro dei felpati - dice in riferimento a chi ha partecipato al festival - in fondo, sono stati solo una settimana a un passo da noi, spesso sotto l'acqua, notati solo quando ci davano noia per entrare». —
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