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Lucca

il caso 

Polemica sulla sede Hacking Labs pronta a lasciare Capannori

N. N.

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CAPANNORI. Hacking Labs, l’associazione che da dieci anni è diventata un simbolo del riuso non solo nel territorio della Piana, potrebbe lasciare Capannori e la sua sede storica. La sede è l’oggetto della discordia con l’amministrazione comunale di Capannori.

L’associazione aveva rischiato di chiudere in seguito ad un allagamento della sede a Lammari (problema che si è ripresentato anche ieri dopo le forti piogge), ipotesi scongiurata anche dal previsto trasferimento nei locali dell’ex Ceseca a Segromigno in Monte nell’ambito di Miniere urbane, progetto che punta alla nascita di un centro di ritiro delle apparecchiature elettriche ed elettroniche per ripararle e ricondizionarle dando loro una seconda vita, o riciclare per le componenti non recuperabili. Miniere urbane che erano il frutto di un partenariato fra alcune associazioni del territorio, fra cui appunto la stessa Hacking Labs.

Una delibera del Comune infatti ha assegnato lo spazio all’associazione informatica. «Nella riunione del 31 ottobre per definire la questione però – racconta il presidente Mirko Bernardi – abbiamo scoperto che ci è stato assegnato solo il piano terra che non è idonea alla nostra attività e a un progetto ampio che comprende anche un’aula condivisa con associazioni del territorio, multifunzionale e attrezzata con computer, una piccola biblioteca didattica e sala riunioni. Se la decisione legittima dell’amministrazione sarà la retromarcia dall’impegni presi e ci assegneranno solo il piano terra avremo le gambe tagliate e non potremmo più svolgere buona parte delle nostre attività. Auspico un confronto e una soluzione per il bene della comunità». —

N. N.

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