Sicurezza
Una donna di 48 anni colpita da meningite
L’operaia è ricoverata nel reparto di Malattie infettive e le sue condizioni non sono gravi. Asl: È il tipo B, il meno aggressivo
LUCCA. «Ho mal di testa, un po’ di febbre e da qualche giorno non mi sento affatto bene». Con queste parole una signora di 48 anni residente a Lucca, di professione operaia, domenica si è presentata ai medici del Pronto soccorso dell’ospedale San Luca. Gli operatori della struttura diretta dalla dottoressa Fabiana Frosini hanno sottoposto la paziente agli accertamenti di rito. Tra questi l’esame del liquor il liquido che permette di stabilire se c’è un’infezione da meningococco. Gli esami effettuati al laboratorio di analisi di Lucca hanno dato esito positivo e così il campione è stato inviato al Meyer di Firenze per un’analisi di secondo livello utile a stabilire la tipizzazione del batterio. «Nel caso della 48enne lucchese siamo di fronte a una meningite di tipo B – spiega il dottor Sauro Luchi, responsabile del reparto di Malattie infettive – Il quadro generale al momento è buono: la paziente non è in setticemica ed è ricoverata nel reparto di malattie infettive in buone condizioni cliniche». Bisognerà aspettare le prossime ore per capire il decorso della malattia, ma c’è ottimismo. Nel frattempo l’Asl ha messo in moto la procedura standard per sottoporre a profilassi tutte le persone che hanno avuto contatti stretti e prolungati negli ultimi 7-10 giorni con la paziente. Al momento la procedura ha coinvolto i familiari della donna e alcune persone che lavoravano con lei in un’azienda del territorio. C’era timore che la signora avesse frequentato il Lucca Comics, venendo in contatto con decine di persone. Ma dall’Asl fanno sapere che la donna non ha messo piede alla manifestazione.
«In ogni caso – prosegue il dottor Luchi – per la trasmissione del batterio sono necessari contatti stretti e prolungati nel tempo all’interno di uno stesso ambiente, come la classe di una scuola o la stanza di un ufficio. Nel caso della signora tali contatti hanno riguardato principalmente i familiari che sono già stati sottoposti a profilassi. In cosa consiste? Nell’assunzione per via orale di una pasticca di antibiotico. Quello a cui siamo di fronte è meningococco di tipo B, il meno aggressivo. Da questo punto di vista giova ricordare come la campagna di vaccinazione della Regione Toscana abbia dato risultati importanti, portando di fatto alla cessazione dell’“emergenza meningite”. I numeri parlano chiaro: nel 2015 c’erano stati una 40 di casi, di cui trenta del tipo C tra cui quelli mortali. Nel 2018 il numero totale dei casi di meningite è sceso a 14, di cui 8 di tipo B e solo 5 del C». —
G.P.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google