Gioco
Il grande impresario venuto dal nulla: anteprima del film sulla storia di Poli
Era di Bagni di Lucca. Quattro anni di ricerche e lavoro Il lungometraggio è in concorso al Festival dei Popoli
lucca. La nonna Pamela le aveva parlato moltissimo del fratello lo zio Zeffirino che a tredici anni, da solo, e con una valigia piena di figurine di gesso, da Bagni di Lucca era partito per l’America, a cercare fortuna. Raccontando la storia di Zeffirino Poli, poi ribattezzatosi Sylvester negli Usa dove aprì trenta sale cinematografiche, Luana Katia Pellegrineschi si commuove. Nata in Scozia, venuta in Italia a vent’anni per studiare musica, ha lavorato una vita come musicista in teatro: oggi vive a Coreglia, nella casa che fu dei Poli: «Voglio trasformarla in una casa di ricordi - dice -. Oggi come mai sento così forte il mio legame con la mia famiglia qui, in Italia».. L’occasione è unica, infatti: la presentazione, nell’auditorium di San Micheletto, in anteprima, ieri, del film “Mister Wonderland”, diretto dal regista Valerio Ciriaci e scritto con lo storico del cinema Luca Peretti; prodotto da Isaak Liptzin. Dopo l’anteprima di ieri, il film, che ha avuto un contributo dalla Cassa di Risparmio, sarà inserito nel programma del Lucca Film Festival 2020, diretto da Nicola Borrelli, che ieri ha introdotto il film e i suoi autori.
«Luca Peretti, nel suo lavoro di ricerca, si era imbattuto in una storia grandissima: quella di Zeffirino Poli - racconta Ciriaci, romano, da anni vive a New York -. Abbiamo cominciato a lavorarci quattro anni fa. Finché è diventata un film».
La storia di Poli, che poco più che bambino emigrò da solo in America, è grandissima davvero: amava l’arte, gli spettacoli. Alla fine dell’Ottocento, tra gli spettacoli di vario intrattenimento che venivano rappresentati, riuscì a portare e inserire i primi film dei fratelli Lumiére: fu tra i primi che portarono il cinema in America. E con il tempo riuscì a mettere insieme una fortuna: aprì circa trenta sale. Era conosciutissimo e famoso, oltre che molto agiato. Dalle carte ritrovate, risulta, come hanno spiegato gli autori del film, che avesse una conoscenza diretta del presidente degli Stati Uni dell’epoca, Franklin Delano Roosvelt, il quale gli fece avere i suoi personali auguri quando festeggiò i cinquant’anni di matrimonio.
«Zeffirino era sostanzialmente un artista - dice ancora la pronipote Luana Katia -. Seppure così giovane e così solo, seppure proveniente da una situazione difficile, è chiaro che dentro di sé aveva cose molto speciali, e la capacità di cogliere l’attimo».
“Mister Wonderland” parteciperà al Festival dei Popoli di Firenze, tra i film in concorso. Poi comincerà ad essere trasmesso anche in scuole, sale e altri contesti. La durata (53 minuti) e il suo alto valore didattico lo rendono molto adatto al pubblico degli studenti, anche delle Università e della televisione pubblica. —
Barbara Antoni
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