Il Tirreno

Lucca

L’addio 

Domani i funerali di Gigi Marchi ucciso da un malore nel bosco

Emanuela Ambrogi
Domani i funerali di Gigi Marchi ucciso da un malore nel bosco

Originario di Coreglia, 69 anni, era titolare di una rivendita di pneumatici  È morto mentre praticava la sua grande passione: la caccia al cinghiale

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. Si terranno domani alle 15, nella chiesa parrocchiale di Fornoli, i funerali di Luigino Marchi, morto domenica mentre partecipava a una battuta di caccia al cinghiale.

Cordoglio, dolore, commozione e incredulità hanno accompagnato, a Bagni di Lucca, la notizia della scomparsa di Marchi, Gigi per gli amici, ucciso da un malore nel giorno in cui aveva potuto riprendere l’attività che era da sempre la sua grande passione, la caccia al cinghiale, appunto, che era stata appena riaperta nei boschi della Val di Lima.

Marchi, 69 anni, originario di Coreglia ma residente da tanto tempo a Fornoli, si è sentito male nei boschi impervi sopra Vico Pancellorum, dove lo hanno ritrovato i compagni della squadra, dopo che gli stessi avevano cominciato a cercarlo affannosamente, non avendolo visto rientrare a fine battuta.

Ma le prime cure degli amici, e poi quelle del personale del 118 e del Sast di Lucca intervenuto sul posto, si sono rivelate . Il medico non ha potuto fare altro che constatare l’avvenuto decesso. Inutile anche l’arrivo dell’elicottero Pegaso, il cui pilota aveva superato un tempo infame nella speranza di poter giungere in tempo per salvare il cacciatore.

Vento e forti temporali non avevano però scoraggiato i cacciatori, che da troppo attendevano di poter ricominciare le battute al cinghiale. Tra loro Marchi, conosciutissimo contitolare della Bertoncini e Marchi: insieme al socio aveva una delle attività più grandi di Bagni di Lucca, quella di ricambi e vendita pneumatici, con una sede a Fornoli, nell’area di fronte al sito ex Alce, e un altro grande punto vendita a Diecimo, sulla via Lodovica.

Per “Gigi”, grande lavoratore, la caccia al cinghiale era la vera, grande passione. Da anni era nella squadra di Montefegatesi e continuava a fare chilometri nei boschi più impegnativi, nonostante il passare degli anni. Una passione che gli è stata fatale, ma condivisa con tantissimi amici di Bagni di Lucca, dove la caccia al cinghiale è vissuta con trepidazione, e attesa con ansia. Qui infatti sono parecchie le squadre che battono il territorio, ognuna legata a una determinata zona o paese (Lucchio, Vico, Casabasciana e altri) in una sorta di sfida a chi cattura più prede. Caccia cui seguono cene, ritrovi, amicizie che durano nel tempo.

Marchi è stato per decenni anche attivo nella realizzazione della sagra che si teneva all’Orrido di Botri (poi cessata dopo 41 anni). In particolare a Montefegatesi Gigi era un punto di riferimento importante. Negli ultimi tempi era riuscito a portare a termine l’unione con la squadra di caccia al cinghiale di San Cassiano.

Sempre in prima linea, di compagnia, lascia la moglie Elisabetta e i figli Elena e Stefano. —

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