Il Tirreno

Lucca

A Collezionando arrivano Silvia Ziche e un grande ospite dalla Bonelli

Luigi Spinosi
A Collezionando arrivano Silvia Ziche e un grande ospite dalla Bonelli

Appuntamento con la rassegna “di primavera” del fumetto il 28 e il 29 marzo al Polo Fiere: ma è allarme per le collezioni

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Se avete un’agenda del 2020, e siete appassionati di fumetti, ci son già delle date da segnare. Quella del Lucca Comics & Games ovviamente (dal 28 ottobre al 1° novembre), ma, senza bisogno di aspettare l’autunno, ci sono anche due giornate primaverili nelle quali tenersi liberi, quelle del 28 e 29 marzo. Saranno quelli i giorni dell’edizione numero 5 di Collezionando, la rassegna organizzata da Lucca Crea e dall’Anafi (l’Associazione nazionale del fumetto e dell’illustrazione) e dedicata specificatamente al mondo dei “disegni parlanti”.

Ieri, ultimo giorno di Lucca Comics, come ormai da tradizione è stata presentata, con qualche anticipazione, la rassegna complementare alla festival appena chiuso e che, nell’immaginario collettivo, ne recupera le radici. Agli occhi di molti quella ospitata al Polo Fiere costituisce una risposta ai nostalgici, a coloro che rimpiangono la Lucca Comics delle origini, quando era una rassegna dedicata in via pressoché esclusiva al fumetto e ai suoi appassionati. Ed è una lettura anche vera, ma non completa, come è stato ribadito in occasione della presentazione. Collezionando è a tutti gli effetti una manifestazione che ormai ha assunto una propria identità, che è quella racchiusa nel motto che accompagna il manifesto presentato ieri: “Nel Dna del fumetto”. Già, il manifesto: non si tratta del poster definitivo dell’edizione 2020, ma di una sorta di logo (a proposito di propria identità) che ne indica i punti fermi. A partire dalla “casa” della rassegna, ossia il Polo Fiere che vi appare stilizzato. Per racchiudere il rapporto anche complementarietà tra le due manifestazioni cittadine è stata coniata una frase: «Collezionando parte dal passato per guardare al presente come Lucca Comics & Games parte dal presente per guardare al futuro».

Alla presentazione hanno preso parte l’assessore alla cultura di Lucca Stefano Ragghianti, Aldo Gottardo e Dario Dino Guida per Lucca Crea e Paolo Gottardo di Anafi.

Proprio dal motto della rassegna è partita l’analisi di Ragghianti, il quale ha sottolineato la necessità di «mantenere la propria memoria storica in questi anni di profondi cambiamenti, ecco Collezionando parte da lì».

«Il nostro obiettivo – ha fatto eco Aldo Gottardo – è lasciare in eredità ai nostri figli questo patrimonio rappresentato da queste manifestazioni, arrivare a festeggiare i 70, gli 80, i 100 anni di Lucca Comics, e anche i cento anni di Collezionando». Una rassegna in crescita, così come è in crescita l’attività del Polo Fiere (che, ha aggiunto Gottardo, ha fatto registrare nell’ultimo anno un aumento del 35% nel numero di iniziative ospitate).

A dare qualche anticipazione (ma non troppe) di Collezionando 2020 ci ha pensato Dario Dino Guida: due gli ospiti principali, uno, svelato, sarà Silvia Ziche, fumettista Disney e non solo. L’altro, invece, è stato tenuto segreto. Si sa solo che si tratterà di un ospite proveniente dalla Bonelli («Non vi svelo ancora il nome, ma vi dico che sarà un nome da “mettere sulla mattonella”», ha spiegato riferendosi alla Walk of fame lucchese della creatività che sta prendendo forma). Dario Dino Guida ha poi evidenziato l’importanza delle web community nella crescita della rassegna, web community che continuano a crescere in numero e partecipazione.

Ma, tenendo fede al nome, la prossima edizione della rassegna sarà anche l’occasione per aprire un dibattito sul futuro del collezionismo, un futuro a rischio, come evidenziato nel suo intervento da Gallinari. «Vogliamo lanciare un appello perché c’è un allarme rosso – ha detto il presidente di Anafi – stiamo arrivando alla “deadline” del collezionismo. Una parte importante del patrimonio culturale del Novecento è sopravvissuto grazie ai collezionisti (anche più che per merito delle case editrici). Ma, per motivi generazionali, adesso rischiamo di vedere andare al macero quel patrimonio. Questo anche perché non sempre si è riusciti a trasmettere quella passione in famiglia. Riceviamo sempre più spesso richieste di aiuto da famiglie che si trovano materiale che non sanno come gestire e c’è il rischio di scambiarlo per carta da buttare. Anche quando c’è la disponibilità a donarlo non si trovano enti cui rivolgerci, perché non ci sono spazi e perché si tratta comunque di materiale che deve essere catalogato e gestito. Ecco bisogna riuscire a dare una risposta a questa situazione». Un problema reale, confermato dallo stesso Ragghianti: «Da quando sono assessore credo di aver ricevuto almeno una decina di persone in queste condizioni, di famiglie che non sapevano cosa fare delle proprie collezioni. Bisogna trovare il modo di affrontare la questione, a partire dal problema spazi». —

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