Il Tirreno

Lucca

la storia a lieto fine 

«Misha è tornato a casa: ringrazio chi mi ha aiutato»

Rossella Lucchesi
«Misha è tornato a casa: ringrazio chi mi ha aiutato»

Paola si era rivolta al Tirreno, disperata per la scomparsa del suo gattino nero. È uscito un articolo: subito la risposta di persone che lo avevano visto

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«L’ho cercato giorno e notte, girovagando nelle zone in cui era stato avvistato e finalmente, grazie all’appello lanciato attraverso il Tirreno, sono riuscita a riportare a casa il mio adorato gattino». Si era presentata la settimana scorsa nella nostra redazione, Paola Kommandir e piangendo ci aveva pregato di aiutarla a ritrovare Misha, un gattino di sei mesi che aveva adottato insieme alla sorellina, battezzata col nome di Regina, trovati appena nati in un campo a Fornaci di Barga. Era disperata, perché temeva il peggio per quel gattino nero e con gli occhi verdi, scomparso il 10 settembre. «Pregavo di ritrovarlo vivo - aggiunge Paola - ma i giorni passavano, le notti erano sempre più fredde e lunghe e cominciavo a perdere la speranza di rivederlo. Cosa aveva fatto in tutto questo tempo, mi chiedevo, era riuscito a sfamarsi e chissà quanta paura aveva provato a trascorrere le notti da solo. Poi finalmente è arrivata la telefonata dal vostro giornale: il personale della scuola dell’infanzia di San Marco vi aveva contattato dopo aver letto l’annuncio, dicendo che da giorni un gattino nero e spaventato stazionava nei paraggi». Per la signora Paola si sono riaccese le speranze. Adesso sapeva dove cercare il suo Misha e per giorni ha suonato a tutti i campanelli delle abitazioni dei dintorni e lasciato il suo recapito a decine di persone. Intanto l’appello era stato condiviso anche sulla pagina Facebook “Smarriti” e preso in considerazione da Lucilla ed Elena dell’associazione Lav Lucca che tanto si sono spese per supportare le ricerche. «Ringrazio anche loro per l’aiuto e per il sostegno morale - prosegue Paola - insieme a Barbara Paolini che mi ha accompagnato per giorni nei luoghi più nascosti, urlando con me a squarciagola il nome di Misha, ma anche la signora Brunella che gli ha dato da mangiare nel mulino di via Salicchi, dove il gattino è rimasto chiuso per alcuni giorni. Ma se non mi fossi rivolta al Tirreno, forse non lo avrei mai trovato e per lui sarebbe stata la fine».

L’epilogo della storia si è svolto vicino a una casa in ristrutturazione in una stradina interna, vicino l’hotel San Marco. Paola chiamava disperatamente Misha. Che pian piano si è palesato lamentandosi, avanzando a tentoni verso la sua padrona, scoppiata in lacrime di gioia. «Era pelle e ossa, denutrito e con diverse ferite sul corpo - racconta - ma mi aveva riconosciuto e si è fatto prendere subito. L’ho stretto a me e lui mi ha abbracciata forte, anche se gemeva per il dolore, provocato senz’altro dalla lotta con altri animali. Sono certa che è riuscito a sopravvivere perché anche lui sperava di tornare nella sua casa. Dove adesso ha ripreso a mangiare e giocare con la sorellina. E la notte dorme nel letto abbracciato a Paola che, insieme al veterinario, riuscirà a curarlo e farlo tornare più bello di prima. —

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