Il Tirreno

Lucca

L’INDAGINE 

Cacciatore nei guai per maltrattamento di uccelli da richiamo

Cacciatore nei guai per maltrattamento di uccelli da richiamo

Aveva sistemato le gabbie  con cardellini, tordi e merli privi di anello identificativo su un lembo di terra tra due campi agricoli

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Un cacciatore ultrasessantenne finisce nei guai con l’accusa di detenzione di uccelli e furto e maltrattamento di animali selvatici al termine di un controllo da parte dei carabinieri della Forestale di Capannori. L’episodio - al vaglio della procura - risale a tre settimane fa quando, durante un controllo alle 6 del mattino per un presunto bracconaggio, i militari si sono imbattuti in un pensionato della Piana che stava prelevando delle gabbie con richiami vivi all’interno di una rimessa posizionandoli su un lembo di terra tra due campi agricoli lungo il filare di alberi da frutto per poi allontanarsi e raggiungere la sua abitazione. I militari entravano in azione notando la presenza di 5 reti da uccellagione tese a ridosso delle gabbie e pronte per la cattura dei volatili selvatici. Poco dopo tornava il pensionato cacciatore ammettendo le proprie responsabilità togliendo le reti che aveva installato. Dei 12 uccelli in gabbia (merli e tordi) sei erano sprovvisti di anello identificativo. Tutti gli animali venivano sequestrati perché utilizzati come richiamo e quindi impiegati illecitamente. Tolte le reti e le gabbie i militari della Forestale si sono diretti alla rimessa dove si trovavano altri 14 uccelli privi di anello identificativo, 9 dei quali catturati recentemente dal cacciatore. D’accordo con il pensionato i volatili venivano liberati. A quel punto il cacciatore per mostrare della documentazione ai carabinieri li conduceva in un garage dove, appesa ad un muro e in una gabbia, c’era un cardellino (specie protetta e tutelata dalla Convenzione di Berna). Alla richiesta di spiegazioni il cacciatore sosteneva di averlo trovato intrappolato in una rete per raccogliere le olive e di averlo messo in gabbia da poco. L’animale è stato subito liberato. Dei 27 animali, i 18 non liberati sono stati affidati a Vega Soccorso per il conferimento all’Assiolo WWF nominato custode giudiziario. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa