Il Tirreno

Lucca

allarme smog 

Aria da proteggere Dal primo novembre vietati i falò all’aperto

L.S.

Scattano le prime ordinanze per evitare i 35 sforamenti dei limiti di Pm10: al momento siamo a già a quota 27

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CAPANNORI. Ci risiamo. Capannori e Lucca per primi (ma è scontato che gli altri Comuni della Piana seguiranno a breve) hanno emesso l’ordinanza per cercare di bloccare quella che viene considerata una delle principali cause di inquinamento per il nostro territorio, ossia i falò di sterpaglie. Falò che proprio in questo periodo, fatto di lavoro negli oliveti e di potature da smaltire, sono particolarmente diffusi.

Solo che dal primo novembre e fino al 31 marzo sarà necessario trovare un altro modo per eliminare quegli scarti. È questo il periodo nel quale entrerà in vigore il divieto di bruciare all’aperto biomasse, divieto che avrà valore fino a un’altitudine di 200 metri sul livello del mare.

Si tratta del primo provvedimento per cercare di ridurre i livelli di Pm10 nell’aria, provvedimento che potrà essere seguito dalle ulteriori limitazioni previste nel cosiddetto “Pac” (acronimo di “Piano di azione comunale”, per il risanamento della qualità dell’aria).

L’ordinanza è scattata sulla base dei rilevamenti delle centraline dell’ Arpat e, guardando quei dati, si capisce che si tratta soprattutto di un provvedimento di natura preventiva. Perché sì, i casi di sforamenti fatti registrare nei livelli di Pm10 sono numerosi, anzi, sono “i più” numerosi in Toscana, ma non sono recenti. La strana stagione, fatta di un autunno arrivato per il calendario ma non per il termometro, ha fatto si che – nonostante le scarse piogge – non si siano ancora verificati casi di sforamento dei limiti di legge in questo periodo dell’anno.

Ma il dato di cui bisogna tener conto è quello dell’intero anno solare: in questo periodo non bisogna superare i 35 sforamenti, per non incorrere in misure ancor più drastiche (e soprattutto, anche se tendiamo a dimenticarcene, per non peggiorare la nostra salute). Ebbene, quel limite è tremendamente vicino: dal primo gennaio a oggi la stazione di rilevamento della qualità dell’aria – quella di Capannori – ha fatto registrare ben 27 sforamenti del limite di 50µg/m³ dei Pm 10. Si tratta del dato più alto a livello regionale: in questa classifica, dove perde chi arriva primo, il secondo posto è occupato e a una discreta distanza dalla stazione di rilevamento di Santa Croce, nel Pisano, con 20 sforamenti.

È vero che questi 27 sorpassi del limite si concentrano tutti nei primi due mesi del 2019 (l’ultimo risale al 27 febbraio), ed è anche vero che sinora le condizioni atmosferiche ci hanno graziato, ma altrettanto vero che oltre due mesi ci separano ancora dalla fine dell’anno solare, e c’è tutto il tempo per raggiungere e superare il limite previsto dalla direttiva europea. E questo potrà comportare ulteriori provvedimenti restrittivi, per esempio sulla mobilità (con blocchi o limitazioni del traffico) o sui sistemi di riscaldamento. Per tacere di ciò che le Pm10 (e ancor più le troppo spesso dimenticate Pm 2,5) possono rappresentare per i nostri polmoni. —

L.S.

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di Redazione web