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Mercato immobiliare  

Prezzi delle case, il 2019 conferma il calo Ville a meno di duemila euro al metro

Prezzi delle case, il 2019 conferma il calo Ville a meno di duemila euro al metro

I dati Omi: valori in calo in 6 zone su 9. Satti: «Mutui vantaggiosi ma le banche non fanno credito alla classe media»

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LUCCA. Non sarà l’anno 2019 a certificare l’inversione di tendenza. Dopo che qualche giorno fa abbiamo pubblicato un servizio sulla perdita di valore degli immobili nel corso degli ultimi 10 anni (-30%!), sono arrivati da poco anche i nuovi dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate. Sono relativi ai primi sei mesi dell’anno e non regalano sorprese particolari, nel senso che delle 9 zone in cui è suddiviso il territorio comunale (centro, periferia, ecc) in sei di esse si registrano ulteriori cali rispetto all’ultimo semestre (quindi il II del 2018) mentre negli altri casi i valori restano stabili. Nessuna variazione in centro storico (dove siamo al limite dei 2mila euro al metro quadro), i cali sono soprattutto per ville e villette della prima periferia e dell’Oltreserchio. Si tratta per lo più di case costruite tra gli anni ’60 e ’70 giunte ormai alla fine del loro primo ciclo di vita e che hanno bisogno di lavori di ristrutturazione. Comunque rappresentano un’occasione (sotto i 2.000 euro) per chi cerca una casa con giardino. Di ripresa dei prezzi per il momento non se ne parla, anche se qualche esperto da tempo annuncia un’inversione.

In teoria per chi cerca casa o vuole fare un investimento, questo è il momento migliore: i prezzi sono al minimo storico e i mutui hanno tassi di interesse bassissimi. Eppure gli affari non decollano: «Il mercato immobiliare è caratterizzato da due tipi di acquirenti: chi compra per necessità e chi compra per ricchezza – spiega Giuliano Satti, della Essegi Immobiliare – I mutui sono vantaggiosi, ma ottenerli non è così semplice. Le banche sono ancora spaventate dagli anni della crisi e così nell’80% dei casi, di fronte alla richiesta di una giovane coppia (magari precaria, ndr) o di una famiglia della classe media, si accende un semaforo rosso. Chi compra per fare un investimento, invece, del mutuo spesso non ha neppure bisogno e in ogni caso non ha problemi a ottenerlo. Ma i ricchi restano una nicchia, peraltro infastidita dall’instabilità politica che caratterizza il nostro Paese e che si ripercuote su tasse e detrazioni per la casa. Basti vedere quel che sta succedendo con la cedolare secca sugli affitti a canone concordato (che potrebbe passare dal 10% al 12,5%). Chi investe sul mattone vuole certezze, non continui rincari». —

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