Lutto
Franchi: «Le tutele arrivino dal contratto aziendale»
lucca. Botta e risposta sulla questione delle paghe per i “Felpati” e per i sorveglianti di Lucca Crea, dopo la creazione del movimento “Lucca Crepa” che vuole in mettere in luce quello che viene ritenuto un vero e proprio sfruttamento.
A intervenire è Umberto Franchi, ex segretario della Fiom, Cgil di Lucca che risponde al consigliere comunale del Pd Roberto Guidotti, secondo cui dare una paga più alta rispetto a quella contrattuale ci sarebbe un rischio di denuncia per danno erariale.
Una posizione che per Franchi è priva di fondamento, per una serie di motivi.
Innanzitutto, spiega il sindacalista, «i lavoratori hanno diritto a due livelli contrattuali : quello del contratto nazionale e quello aziendale; ol Contratto collettivo nazionale di lavoro, di norma si rinnova ogni tre anni in base ai rapporti di forza esistenti tra i lavoratori del settore, ed essendo un settore molto debole, evidentemente anche chi ha condotto la trattativa sindacale ha dovuto fare un contratto con salari di fame o almeno non dignitoso. Esiste però il livello di contrattazione aziendale che le organizzazioni sindacali dei lavoratori interessati possono aprire con il Comune di Lucca ed effettuare una contrattazione aziendale ogni tre anni, con aumenti economici in grado di superare le ingiustizie del contratto nazionale».
Quindi, conclude Franchi, «non è vero che esista un rischio di denuncia da parte erariale se vengono contrattati e concessi incrementi salariali ai “Felpati” . Voglio anche ricordare che l’artocpòp 36 della Costituzione stabilisce che “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro, in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé ed alla famiglia una esistenza libera e dignitosa”». —
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