Il Tirreno

Lucca

scuola 

Pranzo in classe, i genitori chiedono l’incontro pubblico

N.N.

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PORCARI. Prosegue la polemica sulla mensa scolastica a Porcari, e sul pranzo in classe che partirà dal prossimo anno alle elementari. «Non c’è stata nessuna prevaricazione sui genitori che continueranno a essere aggiornati sul progetto che partirà dal prossimo anno - spiega la dirigente scolastica, Emiliana Pucci - quanto all’aspetto dell’organizzazione è una competenza del Comune e non della scuola». La dirigente sottolinea inoltre come si tratti di «un progetto didattico più ampio e articolato che non può essere ridotto alla questione che si mangia in classe e già adottato con successo in altre realtà italiane, anche a noi vicine, come ad Altopascio». Gli spazi nelle scuole saranno adeguati anche per prevedere il pasto in classe. Intanto però non si placano le polemiche sul caso della mensa scolastica. «Mentre erano in attesa di un'assemblea pubblica, richiesta con 200 firme, si sono invece ritrovati approvato in consiglio d'Istituto il progetto che prevede il pranzo in classe», scrive in un comunicato il gruppo di genitori. «Durante la seduta del Consiglio d’Istituto gran parte della componente dei genitori ha rivolto l’invito a rinviare la decisione sul cambio modulo mensa al momento in cui fosse stato prodotto anche un progetto di fattibilità, oltre a un progetto esclusivamente didattico. È stato chiesto nuovamente e insistentemente che la decisione potesse essere presa solo dopo che tutti i genitori fossero stati informati in un’assemblea. La dirigente - continua il gruppo di famiglie - ha ritenuto di procedere col progetto, approvato a maggioranza, con ben metà dei genitori che non lo hanno votato favorevolmente. Quindi la situazione rimane irrisolta e questo contribuirà ad alzare il livello di scontro. Si è persa un’altra occasione decretando l’assoluta incomunicabilità scuola-famiglia. Alle domande dei genitori la dirigente ha risposto di rivolgersi al Comune in quanto la scuola si occupa della parte didattica. Ci domandiamo come sia possibile approvare un progetto del quale è stata esposta solo una parte e non se ne conosce la fattibilità. A questo punto, amareggiati e delusi - continuano i genitori - chiediamo anche il coinvolgimento del Comune in un'assemblea pubblica in cui spiegare come si intende realizzare questa idea e continueremo a lottare perché è nostro diritto sapere in anticipo come verrà realizzato e, se necessario, chiederemo di rinviarne l’esecuzione». —

N.N.

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