Sicurezza
Gli studenti lucchesi in Eritrea per un progetto di cooperazione
Il gruppo, composto da sette alunni delle scuole superiori, partirà il 16 novembre Con loro Marcello Marchi, Franco Grossi e la provveditora Donatella Buonriposi
È stata presentata a Fornoli, alla presenza dell’arcivescovo Paolo Giulietti, la nuova spedizione in Eritrea che porterà in Africa sette studenti delle scuole superiori della provincia per un progetto di cooperazione e scambio di esperienze. La partenza è fissata per il 16 novembre e con il geometra Marcello Marchi, legato all’Eritrea fin da bambino, il provveditore agli studi Donatella Buonriposi e il professor Franco Grossi (che segue sempre i ragazzi) partiranno Letizia Amato, 17 anni dell’agrario Busdraghi, Marta Guelfi, 18 anni del liceo scientifico di Castelnuovo, Francesco Aringhici, 16 anni dell’istituto Nottolini, Tenytsa Vitabi, 19 anni dell’agrario, Anita Bertuccelli, 19 anni del liceo artistico di Lucca, Gaia Camoscini, 18 anni dell’agrario, e Chiara Soriani, 17 anni dell’Itc Carrara. Darà il suo apporto anche la squadra Montecatini Calcio, che ha donato mute, palloni e materiali per lo sport. Con il gruppo ci sarà poi una piccola equipe di persone specializzate nella cardiochirurgia, che opereranno 15 bambini e effettueranno controlli per capire e valutare se e quante criticità ci sono.
L’associazione lucchese guidata da Marchi è presente in Eritrea dal 2008 e quest’anno il viaggio ha alcuni momenti in comune con la associazione “Un cuore un mondo”, che fa capo all’ospedale cardiologico per bambini di Massa, il cui gruppo sarà guidato dal chirurgo Bruno Murzi.
A illustrare il progetto sono state la volontaria Elisa Bertuggelli e l’infermiera di terapia intensiva Giada Boggi. Quando il gruppo rientrerà in Italia (in una settimana farà mille ecografie al cuore e raccoglierà tantissimi dati) si alterneranno in Eritrea a rotazione equipe svizzere, tedesche e anche di Padova. Quella di Massa farà cinque settimane alternate, e i bambini sotto cura saranno così tenuti sotto controllo. Verranno poi fatte le valutazioni dei vari casi, somministrati antibiotici e presi dati per eventuali nuovi controlli e interventi.
Alla serata di presentazione hanno partecipato, oltre ai sette studenti con i genitori e gli organizzatori, anche Alberto Del Carlo della Fondazione Banca del Monte, don Giuliano Ciapi, parroco di Fornoli, e padre Protasio Delfini che abita a Keren.
I ragazzi che gli studenti lucchesi incontreranno in Eritrea parlano italiano e hanno insegnanti italiani. Una delle idee è quella di creare un centro di formazione per gli insegnanti eritrei e far nascere un polo di formazione per nuove scuole italiane. Marchi ha ribadito che gli Eritrei non vogliono soldi, ma formazione e che il legame con l’Italia è sempre più forte. Il progetto è di dare loro un grande aiuto sul posto. Anche l’arcivescovo, che è stato in Eritrea 12 anni fa col fratello, ha ribadito quanto sia importante questa collaborazione: «Un legame importante per lo sviluppo, per conoscere nuove realtà. È con i piccoli passi che si arriva ai grandi progetti e queste esperienze aprono la mente. Inoltre questo è il mese missionario straordinario». —
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