Toscana
Calzaturificio Petrini «Lavoratori costretti a vivere nell’incertezza»
CAPANNORI. Aria di mobilitazione al calzaturificio Petrini di Segromigno. Una situazione di incertezza che preoccupa i dipendenti (una ventina) della storica azienda capannorese.
«A distanza di troppi giorni dagli ultimi contatti con la direzione aziendale e da quelli di venerdì 18 ottobre con l’avvocato incaricato, che invece ringraziamo, la situazione dei lavoratori del Calzaturificio Petrini non è cambiata di una virgola», spiega Franco Galeotti, segretario della Filctem Cgil che definisce come «molto gravi i fatti che si stanno verificando da un punto di vista legale, e irrispettosi nei confronti dei lavoratori che nei mesi scorsi hanno dovuto sopportare una sospensione dall’attività lavorativa per la quale non si sa ancora a che titolo siano stati lasciati a casa, visto che le uniche notizie certe che abbiamo ottenuto sono quelle che riguardano i periodi di cassa integrazione richiesti, ma che l’Inps ha respinto».
«Per gli stessi periodi – continua il sindacalista – abbiamo appreso che l’azienda ha successivamente avanzato i ricorsi al Tar il quale ha negato l’autorizzazione». Da qui le preoccupazioni sul periodo pregresso e nubi sul presente e il futuro dei lavoratori: «La situazione è ancora peggiore visto che non abbiamo avuto nessuna risposta concreta sull’errata contabilizzazione dei cedolini di settembre, con l’azienda che imputa agli stessi lavoratori di essere stati assenti dal lavoro in regime di “aspettativa non retribuita”, disconoscendo non solo la disponibilità a lavorare da parte dei dipendenti, ma anche il corrispondente diritto alla retribuzione. Per i cedolini abbiamo fatto diverse richieste di correzione, ma a distanza di una settimana siamo stati costretti a presentare una denuncia all’Ispettorato del lavoro. Non solo temiamo un brutto modo di affrontare la crisi aziendale, ma anche che non vengano riconosciuti i sacrosanti diritti dei lavoratori nemmeno per il mese di ottobre visto che l’azienda risulta essere un’attività regolarmente operativa e lavoratori maturano ogni diritto di retribuzione verso il quale sono contrattualmente vincolati». —
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