Il Tirreno

Lucca

l’asl: personale aumentato 

New Delhi, Nursind attacca sulla gestione

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lucca. Botta e risposta fra il sindacato degli infermieri Nursind e l’Asl sulla gestione del “New Delhi” all’ospedale San Luca. «La situazione - spiega il Nursind - sta diventando sempre più insostenibile: i reparti stanno scoppiando, i pazienti da isolare positivi ai nuovi “superbatteri” resistenti agli antibiotici sono sempre più numerosi. La situazione, crediamo stia sfuggendo di mano e la direzione non ha compreso che per assistere questa tipologia di pazienti è necessario più personale. Non è possibile continuare in questo modo: a malapena hanno aumentato un Oss nelle 12 ore diurne nella sola cellula dedicata dove sono ricoverati 13 dei 25 pazienti infetti. Una goccia, palesemente insufficiente per la tipologia di assistenza da erogare. Hanno lasciato invariata la dotazione organica del turno notturno non considerando assolutamente l’aumento delle attività da svolgere».

Un altro punto è «l’incolumità degli operatori sanitari che si trovano in stretto contatto con questa tipologia di pazienti affetti da malattia infettiva, in particolar modo, ci sembrerebbe opportuno sottoporre gli stessi operatori ad accertamenti diagnostici, per prevenire ulteriori contagi e salvaguardare la salute di tutto il personale addetto all’assistenza coinvolto. Chiediamo all’azienda un intervento urgente ed il raddoppio dei turni lavorativi del personale presente, se vogliamo davvero affrontare questa situazione l’azienda deve assumere personale e consentire l’erogazione dell’assistenza necessaria. Siamo pronti a proclamare lo stato di agitazione del personale infermieristico e oss se l’azienda non interviene immediatamente».

L’Asl risponde ricordando che «all’ospedale di Lucca, come in tutti gli altri ospedali del territorio aziendale, sono attive da anni le procedure di prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza. A seguito dell’arrivo in Toscana (dai Paesi dell’Est Europeo e dall’Asia) della Klebsiella con fattore di resistenza agli antibiotici denominato New Delhi, queste procedure sono state rafforzate. Possiamo dire che queste misure, ad oggi, hanno contenuto efficacemente la diffusione della Klebsiella New Delhi, enterobatterio che, ricordiamo, è pericoloso solo per le persone di per sé già gravemente ammalate.

«Per quanto riguarda l’isolamento dei pazienti, l’Asl ricorda che in tutti gli ospedali si seguono le linee guida nazionali ed internazionali per la prevenzione delle infezioni da germi multiresistenti agli antibiotici. Quando è disponibile una camera singola, il paziente viene isolato da solo. Se non è disponibile una stanza singola si fa l'isolamento di coorte: i pazienti da isolare vengono messi insieme in una stessa camera. Al San Luca viene applicato il modello assistenziale a cellula, che permette di aggregare un numero definito di pazienti (in genere 12/13) affidati alla responsabilità di un infermiere e di un operatore socio sanitario; viene inoltre assegnato un infermiere di processo che garantisce il servizio in orario diurno seguendo il percorso assistenziale del paziente fino alla dimissione. Il personale è stato aumentato anche nelle altre aree del San Luca (terapia intensiva, subintensiva, area chirurgica) per un numero complessivo di 12 infermieri in più. Sulla dotazione organica notturna c'è una riduzione, legata a una significativa diminuzione delle attività assistenziali, ma in caso di aumento del carico di lavoro viene attivato l'infermiere reperibile dell'area di interesse». —

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