Il Tirreno

Lucca

IN TRIBUNALE 

Il gip conferma il carcere per la tentata rapina

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LUCCA. Ahmed El Aidi, 24 anni, marocchino, irregolare sul territorio nazionale, accusato di tentata rapina di un cellulare ai danni di un coetaneo al momento resta in carcere. Lo ha deciso il giudice delle indagini preliminari Antonia Aracri dopo il fermo di polizia avvenuto martedì dopo che l’immigrato era stato individuato da un agente libero dal servizio e bloccato da una volante della polizia. Dopo la convalida del gip restano tuttavia alcuni punti ancora oscuri e quindi da chiarire. Primo tra tutti il rapporto intercorso tra la vittima e il rapinatore. È noto agli inquirenti che i due si conoscessero, ma non è dato sapere se in passato fossero intercorsi rapporti di amicizia o se invece, semplicemente, si fossero visti qualche volta in città o in periferia.

Di certo, stando agli inquirenti, c’è il fatto di specie. Ahmed El Aidi la sera del 18 ottobre in piazza del Carmine ha affrontato il coetaneo. Lo ha stretto contro un muro, gli ha messo un gomito all’altezza della gola e ha cercato di portargli via il cellulare che il giovane aveva in tasca.

L’aggredito è riuscito in qualche modo a divincolarsi dalla presa e a fuggire impedendo il compiersi della rapina e salvaguardando il telefonino.

Il ragazzo, che ha subito sporto denuncia alla polizia, ha affermato di conoscere di vista l’aggressore individuato dagli agenti attraverso una foto segnaletica. L’extracomunitario, già noto alle forze di polizia, ascoltato dagli inquirenti si è limitato a dire di aver cercato di compiere quella rapina perché sprovvisto di cellulare. Una motivazione che non convince appieno gli inquirenti e che potrebbe celare altre questioni. Nel frattempo proseguono le indagini della polizia. —

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