Centro Martini, fisioterapiste rimaste a casa: «Un incontro senza risultati»
Vertice senza esito tra sindacato e società Gamma: i tre licenziamenti sono stati giudicati irrevocabili. Assemblea per decidere nuove iniziative
LUCCA. L’incontro richiesto c’è stato, ma quel che è mancato sono stati i risultati. Così Massimo Dinelli della Filcams Cgil fa il punto sulla vicenda delle tre lavoratrici licenziate dal Centro Martini.
«Non ha avuto esito positivo l’ incontro – esordisce subito il sindacalista – tra i rappresentanti della società Gamma srl che gestisce un comparto dello studio medico Martini e la Filcams-Cgil. I referenti dell’azienda hanno giudicato irrevocabili i tre licenziamenti effettuati per riorganizzazione, motivando la posizione come azione imprescindibile alla salvaguardia dell’azienda. L’unica garanzia che è stata data riguarda l’organico attuale, su cui non dovrebbero esserci altri interventi almeno per i prossimi 24 mesi, oltre al fatto che l’azienda non intende disinvestire sulla parte fisioterapica, come invece percepito dalle lavoratrici. C’è una disponibilità a rivedere alcune situazioni segnalate sull’organizzazione del lavoro, discostanti rispetto a quanto previsto dai contratti di lavoro. Troppo poco, per non dire nulla. Nemmeno il tentativo opportuno di accedere agli ammortizzatori sociali come il Fis per evitare la perdita di posti di lavoro. Per contro confermano, oltre all’utilizzo di 5 lavoratori autonomi a partita Iva, di aver trasformato una posizione a termine in contratto a tempo indeterminato, dichiarando però che la lavoratrice avrebbe altre mansioni rispetto alle colleghe. Non condividiamo la posizione aziendale e le motivazioni rese, che non trovano fondamento se non nella mera necessità di ridurre il costo del lavorosostituendo gradualmente il personale. Per questi motivi, fermo restando che tuteleremo le tre dipendenti licenziate in tutte le sedi, lunedì 28 terremo un’assemblea con le lavoratrici oltre che per approfondire le dinamiche dell’incontro, anche per riservarci ulteriori iniziative di mobilitazione».
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