Il Tirreno

Lucca

IL PROCESSO  

Si cerca l’intesa risarcitoria per i due morti sul lavoro

Luca Tronchetti
Si cerca l’intesa risarcitoria per i due morti sul lavoro

Primi contatti tra il legale di parte lesa e la compagnia assicurativa dell’impresa Udienza preliminare rinviata al 30 gennaio. Un indagato chiede il rito alternativo

3 MINUTI DI LETTURA







Lo sciopero proclamato dall’Unione delle Camere Penali (dal 21 al 25 ottobre) - contro l’imminente entrata in vigore del blocco dei termini della prescrizione dopo il primo grado di giudizio che sarà operativo dal 1 gennaio 2020 - serve per rinviare l’udienza preliminare che vede indagate 7 persone accusate in concorso di omicidio colposo per la morte di Eugenio Viviani e Antonio Pellegrini, i due operai di 56 e 61 anni dipendenti della Cooperativa Agricola Morelli precipita al suolo da un’altezza di 10 metri per il cedimento del braccio meccanico del carrello elevatore il primo settembre del 2017. Ma l’udienza sarebbe stata ugualmente rinviata anche senza lo sciopero degli avvocati. Il motivo? Difetto di notifica per due dei 7 indagati. Ma nelle more dell’udienza di ieri mattina, rinviata dal gup Antonia Aracri, emergono elementi che potrebbero rivelarsi fondamentali ai fini sia del rinvio a giudizio che del ruolo della parte lesa.

LE DUE DATE

Il giudice dell’udienza preliminare ha fissato due date per il rinvio. Quella della mattina del 30 gennaio che verrà impiegata per le eccezioni preliminari e per capire se c’è la volontà di un indagato di procedere con il rito alternativo che porterebbe ad una sentenza immediata. Nell’udienza di ieri infatti, l’avvocato di uno degli indagati, sta meditando sull’ipotesi di poter chiedere per il suo assistito di usufruire dell’abbreviato. E quella del 2 marzo dove si andrà alla discussione e alla decisione se rinviare a giudizio tutti o parte degli indagati.

LA PARTE CIVILE

Ma non è tutto. Allo stato attuale si tratta di un pour parler - e il rinvio al 30 gennaio e successivamente al 2 marzo in questo senso diventa utile per cercare di addivenire ad un accordo - tra l’avvocato di parte lesa (Massimo Panzani che assiste le famiglie degli operai deceduti) e la compagnia di assicurazione chiamata in causa come responsabile civile. Se, prima del possibile rinvio a giudizio di tutti o parte degli indagati, vi fosse il risarcimento del danno ai familiari delle vittime, la parte civile uscirebbe dal processo penale e finirebbe per alleggerire la posizione delle persone finite nei guai: ingegneri, rappresentanti legali e amministratori di aziende che hanno prodotto, lavorato e commercializzato il carrello elevatore utilizzato quel giorno dai due operai.

GLI INDAGATI

Originariamente la procura aveva iscritto nel registro degli indagati 14 persone accusate a vario titolo di aver causato la morte dei due operai per imperizia, negligenza e imprudenza dovuta al cattivo funzionamento del carrello elevatore modello «Eagle». Ma per 7 di loro il pm ha ottenuto dal gip l’archiviazione. Restano indagati: Marco Milesi, 53 anni di Milano, Fosco Celi, 79 anni, di Rimini e Paolo Balugani, 54 anni, di Modena, rispettivamente amministratore delegato, presidente e direttore tecnico della «Oil & Steel» nel 2009 quando fu acquistata la gru collassata e causa della morte dei due operai; Giuliano Bicchi, 76 anni, di Anzola nell’Emilia e Francesco Corrado, 77 anni, di Imola, all’epoca direttore generale e membro del Cda dell’Istituto di Certificazione Europea Spa, organismo di certificazione e di ispezione; Sergio Rossi e Silvano Nannetti, di 63 e 58 anni rispettivamente di Forlì e Castrocaro, responsabili della ditta Art e Campenter fornitrice del braccio meccanico alla Oil & Steel. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa