Il dolore
Lacrime, striscioni e lanterne cinesi per salutare “Tonto”
Tanti esponenti delle forze dell’ordine e della politica locale E un Ape viene addobbato con messaggi per Francesco
barga. Giulia ha la divisa rossa della pubblica assistenza. E dall’inizio alla fine del funerale di Francesco Tontini, sul piazzale della piccola chiesa del Sacro Cuore, non riesce a respingere le lacrime. Alla fine ad abbracciarla e a provare di controllarla è un’altra volontaria, con la tuta gialla e blu della misericordia.
L’addio a Francesco è innanzitutto questo: un abbraccio enorme a lui e ai suoi familiari da parte di tantissimi amici. Che rimangono fuori dalla chiesa. Forse perché non sono riusciti a trovare un posto sulle panche, forse perché così possono sfogare con una sigaretta, una chiacchierata, una passeggiata l’enorme dolore che sentono dentro.
Qualcuno ha pensato di ricorrere al classico striscione, esposto lungo via Romana, proprio di fronte all’uscita del piazzale della chiesa: «Nessuno muore completamente finché vive nel cuore di chi resta». Lo firmano, uno a uno. E ci sono firme “collettive”, come quella della misericordia di Camporgiano. Poi la foto, la più triste, con le lacrime agli occhi.
Poco più in là qualcuno ha invece addobbato il suo Ape con un paio di pannelli di cartone: sul davanti c’è la scritta “Tonto, sarai sempre nei nostri cuori”, sul retro quella “non ti dimenticheremo mai”.
Ci sono altre divise, quelle delle forze dell’ordine, dei colleghi del padre Davide. Da Firenze arriva il colonnello Giovanni Fichera, vice comandante della Legione Toscana dell’Arma. Poi tantissimi altri carabinieri delle stazioni della Valle e di tutta la Piana di Lucca. Mescolati alla folla seguono muti il feretro anche volti noti della politica locale: la sindaca di Barga Caterina Campani e diversi assessori, il suo predecessore Marco Bonini, il primo cittadino di Coreglia Valerio Amadei.
Intanto il feretro e il corteo si sono allontanati già da un po’ quando l’ultimo gruppo di giovani prova ad accendere e far salire in cielo una lanterna cinese. L’umidità non aiuta, ma quella fiammella è per loro il modo di ricordare Francesco. —
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