Il Tirreno

Lucca

Il saluto delle ambulanze e il rombo delle moto «Addio gigante buono»

Federica Scintu
Il saluto delle ambulanze e il rombo delle moto «Addio gigante buono»

In migliaia per l’ultimo saluto a Francesco Tontini, morto a 18 anni, in un incidente Tanti amici e volontari della Misericordia del Barghigiano di cui faceva parte la vittima

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La divisa della Misericordia, quella che Francesco Tontini aveva indossato tante volte per fare del bene agli altri. Un tappeto di rose bianche, la sciarpa del Barga sugli scalini dell’altare e una chiesa, quella del Sacro Cuore, troppo piccola per contenere tutto l’affetto che la cittadina ieri ha voluto dimostrare al suo “Gigante buono”. In migliaia hanno affollato il piazzale, addolorati ma silenziosi. Anche il cielo piange un po’ per questo ragazzo che non c’è più. In chiesa non c’è spazio che per le lacrime e il conforto: abbracci, le mani che si stringono di continuo, per provare almeno a sostenere, con un gesto, questo dolore indicibile. Il dolore che si sprigiona anche dalle sirene delle ambulanze quando tutte insieme suonano per dire “Ciao Francesco, noi ci siamo”, dalle marmitte delle moto, tutte in fila, come avrebbe voluto lui. Già alle 15, davanti alla chiesa arrivano i volontari, i rappresentanti delle forze dell’ordine. Ci sono carabinieri, colleghi di Davide Tontini, padre di Francesco, e tantissime “divise” gialloblu della Misericordia del Barghigiano, associazione per la quale lavora la mamma del giovane, Marilena Marcalli e per la quale prestava servizio come volontario anche il diciottenne scomparso. Un incidente terribile quello di giovedì sera in via della Repubblica a Fornaci di Barga: l’impatto tremendo con una macchina che non ha lasciato scampo a questo ragazzo, con la passione per le due ruote e la vocazione della generosità che esprimeva in tutte le sue forme. Tantissimi i ragazzi che hanno partecipato alla funzione: occhiali da sole sugli occhi quasi a proteggere il loro dolore, si abbracciano e si sostengono di fronte a un lutto che a quell’età non ti aspetti, che ti spiazza. Papà Davide accarezza il feretro: è quasi una ninnananna la sua, per il figlio che non c’è più. «Se è così grande il dolore dei presenti possiamo immaginare il dolore di chi a Francesco ha dato la vita - ha detto don Stefano Serafini - la morte ci lascia sgomenti, ci lascia vuoti, ogni genitore si aspetta che i figli sopravvivano a loro. Sopravvivere invece alla morte figli è quasi un lento e doloroso morire con loro».

«In questo momento Francesco ci manca e nessuno può sostituirlo - ha aggiunto don Serafini - dalle tante testimonianze abbiamo saputo come Francesco fosse un giovane benvoluto da tutti, ricco di interessi e cultore dell’amicizia. Tutti ci facciamo le stesse domande: “Perché Signore?”. La vita che si spegne presto toglie un po’ di futuro e di speranza. La risposta a questo interrogativo la troviamo nella morte e della resurrezione di Gesù. La morte precoce di Francesco è anche la nostra morte? Sarebbe una fine assurda. Invece per mezzo della sua croce e della sua resurrezione diventa una nuova vita. Signore aiutaci a sperare». Una volta conclusa la cerimonia in chiesa la salma di Francesco Tontini è stata portata al cimitero di San Pietro in Campo a Barga. Il saluto delle sirene delle ambulanze, il rombo delle decine di moto, la folla che si divide in due ali ai lati della strada: «Ci mancherai Gigante buono». —

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