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Razzie di fungaioli, proteste nella Valle

Emanuela Ambrogi
Razzie di fungaioli, proteste nella Valle

I più esperti mettono nel mirino gli “improvvisati”: «Questo oltraggio ai boschi ora deve finire»

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BAGNI DI LUCCA. Boschi pieni di funghi come non si vedeva da qualche anno, migliaia di cercatori in selve di castagni e macchie di faggi con tanti neofiti più o meno sprovveduti, tesserini esauriti di buon mattino nei casotti in cui si paga l’accesso in zona gestite dagli usi civici, foto di porcini giganteschi e di tavolate con decine di chili di “prede”. È un vero e proprio boom che, con scarsi controlli, porta inevitabilmente con sé comportamenti non rispettosi, varie forme di inquinamento e danni che fanno andare su tutte le furie i residenti delle zone montane che nei prodotti del sottobosco hanno la risorsa primaria. . Non c’è da stupirsi se Aldo Lanini (appassionato della montagna e della natura, uno dei volontari del gruppo trekking Pegaso) scrive: «Speriamo piova lumache e che non facciano più funghi per cinque anni. Parola di fungaio. L'oltraggio ai boschi da parte degli stolti, distratti, vandali forestieri e locali deve finire». Uno sfogo comprensibile se si considera che tanti, troppi cercatori più o meno improvvisati dimostrano di non rispettare le regole della raccolta, calpestando, estirpando e portando via di tutto e in ogni modo, pressoché certi di non incappare in controlli.

In Toscana, a differenza di quanto avviene in Trentino, non ci sono guardaboschi che vietano l’accesso finché i funghi non hanno la misura giusta, e poche sono le zone in cui vengono imposti giorni di pausa per dare tempo ai porcini di ricrescere. Si arraffa di tutto, ovunque, non rispettando nemmeno le proprietà private distintamente segnalate con cartelli e altre forme di recinzione. E non manca chi si avventura nelle selve più impervie senza esperienza e con scarpe e abbigliamento inadatti, rischiando di perdersi o di cadere e farsi male. Certo è che quest’anno i funghi non mancano davvero. Ne sono forniti tutti i ristoranti e tante persone non autorizzate vendono abusivamente porcini a negozi, amici e parenti, chiedendo non meno di 20-25 euro al chilo. Su Fb dominano le fotografie di tavolate ricoperte di funghi, è scattata la gara a chi ne raccoglie di più.

Raccolgono gran quantità di commenti i successi di cercatori esperti e rispettosi come Giorgio Tofani, medico in pensione, che sul web mostra uno splendido porcino di 2 chili e 200 grammi trovato dal suo amico Pasqualino, appassionato fungaio di San Cassiano di Controni; oppure come Gaia Betti che nell’agriturismo del padre Massimo (ex sindaco) a Pian di Fiume fa vedere orgogliosa il suo fungo che pesa 2 chili e 450 grammi. —

Emanuela Ambrogi
 

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