Il Tirreno

Lucca

la protesta 

«Corrono come in una pista ma siamo in un centro urbano»

«Corrono come in una pista ma siamo in un centro urbano»

Quella di giovedì non è la prima tragedia in via Repubblica Pochi anni fa una donna  fu uccisa uscendo da un negozio Chiesti maggiori controlli

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BARGA. Sull’asfalto, per un raggio di decine di metri, sono ancora sparsi frammenti di plastica e vetro. Su una panchina, lì accanto, uno dei guanti da motociclista che indossava Francesco al momento dello scontro fatale. Sono ciò che resta della tragedia di giovedì sera. Una tragedia per certi versi annunciata secondo chi vive su via della Repubblica, e nemmeno la prima («Pochi anni fa, poco più avanti – racconta una residente della zona – fu travolta e uccisa una donna che usciva da una pasticceria con in mano la torta per il suo compleanno»): colpa di una via che è, al tempo stesso, strada che attraversa un centro urbano e strada ad alta densità di traffico. Pochi marciapiedi e spesso stretti, molte case che si affacciano direttamente sulla via, segnaletica non sempre visibile, incroci. Anche gli attraversamenti pedonali sono pochi. Ma, soprattutto è il comportamento degli automobilisti che, a detta degli abitanti di Fornaci, merita di maggiori controlli. C’è chi chiede l’introduzione dei dossi rallentatori («Tanto finché non mettono quelli, qui continueranno a fare quel che gli pare»). Ma se questa pare un’ipotesi poco praticabile a norma di legge, «almeno si facciano più controlli con l’autovelox, forse a suon di multe lo capiranno».

Sì, perché in troppi scambiano quella strada per una sorta di pista: «Già di giorno qui corrono come dei matti – racconta un’esercente di Fornaci – ma di notte la situazione se possibile diventa anche peggiore. Basta che qualcuno si distragga, o che spunti un ostacolo all’improvviso, e rischiamo di ritrovarci una macchina sui marciapiedi, o in casa». —

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