Toscana
Addio Francesco, gigante buono: «Nel cuore il rombo del tuo sorriso»
La famiglia ha autorizzato la donazione delle cornee e dei tessuti del volontario diciottenne morto in sella alla sua moto
LUCCA. Gli amici aspettavano il “gigante buono”. Come ogni sera al campino di Fornaci di Barga aspettavano di sentire il rombo della sua inseparabile moto e poi, sotto al casco, di vedere il suo immancabile sorriso. Quello di un ragazzo di appena 18 anni che si dava da fare, che al primo posto nella sua vita aveva messo il “bene per gli altri” nel senso più vero e più profondo. E invece quel suo grande cuore, che donava agli altri senza chiedere nulla in cambio, si è fermato troppo presto, all’uscita di quell’incrocio maledetto, su una strada - via della Repubblica - che Francesco Tontini aveva percorso migliaia di volte, straziato dall’impatto con un’auto che lui proprio non ha avuto il tempo di vedere. «Da oggi nella nostra famiglia c’è un pezzetto in meno - racconta straziata dal dolore Silvia, la seconda moglie del padre - quando io e Davide ci siamo sposati Francesco era piccolo. Siamo sempre andati d’accordo: la tipica famiglia allargata».
È con la mamma Marilena Marcalli, dipendente della Misercordia del Barghigiano, che Francesco ha mosso i primi passi nell’associazione. Il desiderio di farne parte era molto forte e così, seppur molto giovane, entra come volontario in Misericordia. «Faceva spesso il turno di notte - racconta ancora Silvia - era un ragazzo con una grande forza fisica. Anche per questo lo chiamavano spesso. E lui non si tirava mai indietro. Amava più di tutto aiutare gli altri. Anche per questo i genitori hanno deciso di donare le cornee e i tessuti. Sono convinti che lui avrebbe voluto questo». Intanto ieri pomeriggio la salma del giovane è stata trasferita dall’obitorio di Lucca a Castelnuovo per volontà dei genitori in attesa che domani alle 16, nella chiesa del Sacro Cuore a Barga. «Era un ragazzo con i piedi per terra - racconta ancora Silvia con le lacrime agli occhi - aveva frequentato l’Ipsia e poi aveva fatto un corso per diventare meccanico. Dopo uno stage di tre mesi in un’officina era rimasto senza lavoro ma stava portando il curriculum per vedere se riusciva a trovare qualcosa.
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Faceva l’arbitro, aveva giocato a calcio e gli piacevano tanto le moto da cross. La prima l’ha avuta a 14 anni. Questa gliel’aveva regalata la nonna». Tifoso della Juventus, Francesco Tontini amava tanto stare con gli amici, divertirsi e andare a ballare in discoteca. Amava tanto la sua famiglia che compare diverse volte nel suo album di foto su Instagram; foto spensierate, le ragazze ma anche il padre, la madre e i suoi due fratelli più piccoli che guardava con gli occhi sicuri quasi a dire: “Tranquilli, vi proteggo io”. Da giovedì sera a Barga e a Fornaci è calata una coltre di tristezza. Francesco lo conoscevano tutti, abitava lì, era uno di loro. Ieri mattina i suoi amici si sono incontrati sul luogo dell’incidente quasi a volersi sentire, in qualche modo, vicini a lui.
«Se c’era una persona che non meritava una sorte del genere quella era proprio Francesco»: non riescono nemmeno a trovare le parole per descrivere quello che stanno vivendo. C’è poca voglia di parlare. A che servirebbe? Loro conoscevano Francesco, sapevano che ragazzo straordinario era, e raccontarlo, adesso, per loro, è un’impresa impossibile. Ma quegli occhi rossi, che faticano a trattenere le lacrime, parlano più di tutto il resto. «Quando qualcuno di noi ha avuto bisogno, lui c’è sempre stato – racconta un’amica – era un ragazzo sempre allegro, lo conoscevo da quattro anni e, in tutto questo tempo, l’avrò visto triste una, due volte al massimo». Ecco, proprio questa immagine di un ragazzo sempre sorridente, sembra rendere ancor più forte il dolore che provano ora che lui non c’è più. «Aveva sempre girato con “lei” – racconta un altro amico riferendosi alla moto – e ci sapeva andare, non aveva mai avuto un incidente, e poi è successo questo...». Enorme il cordoglio e la vicinanza che le associazioni sportive e di volontariato della zona. Francesco infatti, oltre a essere arbitro era tesserato con la società Valle del Serchio e Ghiviborgo. «Non importa il colore, la divisa o quello che sia - scrive la Croce Rossa - oggi perdiamo un ragazzo che portava una divisa, uno di noi. Condoglianze alla famiglia in questo tragico giorno, agli amici e ai colleghi della Misericordia che da oggi avranno un volontario in più da lassù. Riposa in pace e non ti scordare di portare le barelle a giro». Dal canto suo la famiglia ci tiene a ringraziare per questo grande affetto. «Siamo stati invasi di messaggi di condoglianze- dice Silvia - tutti gli volevano bene. A queste persone voglio dire grazie da parte di tutti noi». Nonostante il dolore che cancella la speranza c’è chi sente ancora il rombo del suo sorriso. —
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