Il Tirreno

Lucca

Video horror e cadaveri dietro la morte di Salvatore

Pietro Barghigiani
Video horror e cadaveri dietro la morte di Salvatore

il giallo di varsavia: con lui un amico lucchese 

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ponsacco. Il mondo oscuro del web, la vita parallela di chi lo frequenta con nickname di copertura. La morte ancora irrisolta di Salvatore Cipolletti a Varsavia nel marzo scorso ha portato gli inquirenti a guardare laddove il buio copre segreti e abiezioni. È solo uno spunto ancora in fase embrionale, ma i primi accertamenti sono orientati verso un filone d’indagine che sconfina nell’Internet più profondo e inaccessibile. Quello del proibito e dell’illegale. Un abisso di depravazioni che, secondo i primi elementi in mano alla Procura di Roma, avrebbe a che fare con un giro di video di cadaveri da vendere sul mercato del dark web e pagati con i bitcoin. Quanto il 24enne di Ponsacco c’entri con questo ambiente è uno dei passaggi che gli investigatori stanno appurando in mesi di riscontri e verifiche anche d’intesa con la polizia e i colleghi polacchi. C’è chi ha riferito in via informale di un contesto in cui le trasferte all’estero del gruppo di amici avevano il pretesto dei giochi di ruolo anche se poi spesso i viaggi diventavano occasione per mettere insieme il materiale realizzato attraverso le telecamere GoPro. Filmati nei cimiteri con estumulazione delle salme. Immagini raccapriccianti che nel consumo patologico del dark web hanno estimatori disposti a pagare per ottenerne una copia. E con il sistema di saldo attraverso i bitcoin. Uno scambio senza lasciare traccia. Il particolare dei bitcoin era emerso quasi subito nel computer di Salvatore. Dal giorno della morte del loro figlio i genitori hanno iniziato a conoscere un altro Salvatore. Spinti dalla voglia di conoscere la verità sulla fine di un giovane pieno di vita e di progetti sanno, a questo punto, che più le indagini andranno avanti e maggiori saranno le risposte che potrebbe non piacere sull’altro Salvatore. Quello che aveva un conto in bitcoin e che gli amici presente nell’appartamento di Varsavia il 9 marzo descrivono come alterato da alcol e sedativi. Poi il volo dal balcone dal settimo piano del palazzo in cui era arrivato la mattina. Gli amici, un polacco, un croato e un italiano, Iacopo, residente a Lucca con cui Salvatore aveva fatto il viaggio, hanno detto agli investigatori polacchi che Cipolletti nel corso della serata aveva perso conoscenza per pochi secondi a causa di uno sballo dovuto all’assunzione di un eccitante con vodka. Hanno anche aggiunto che dopo essersi ripreso, il 24enne aveva scritto qualcosa sul telefonino. Quindi era andato sul balcone per lasciarsi cadere. Un altro amico aveva fatto mettere a verbale che prima del volo tutti avevano preso un ansiolitico. E che Salvatore lo aveva mescolato a un bel po’ di alcol. Un mix che con il senno di poi si è rivelato fatale. Gli investigatori romani hanno a disposizione gli esiti degli esami del sangue e sono in attesa di conoscere il contenuto del telefono sbloccato dopo aver trovato il codice Puk. Salvatore aveva scritto all’amica Valeria pochi minuti prima di morire. Le aveva inviato anche un vocale: «È il nostro momento, il nostro suicidio». E sullo sfondo appaiono ora i video di cadaveri cercati nei cimiteri. —

Pietro Barghigiani

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