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Parla la cooperativa Odissea: «Nel bando non ci sono servizi per l’accoglienza»

Federica Scintu
Parla la cooperativa Odissea: «Nel bando non ci sono servizi per l’accoglienza»

Dura critica al bando da parte del presidente Valerio Bonetti. A offrire più posti per il prossimo biennio Solidarietà e Sviluppo

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LUCCA. «Facciamo integrazione non semplice ospitalità, in questo bando non ci sono i servizi per l’accoglienza». A dirlo è il presidente di Odissea, Valerio Bonetti il quale spiega, dopo che ieri la notizia era stata anticipata dal Tirreno, perché la cooperativa, che fa parte del colosso So&Co, ha deciso non partecipare al bando della prefettura di Lucca per la gestione dei centri di accoglienza nel biennio 2020/2021. Una rinuncia che potrebbe incidere nell’assetto generale: se da una parte i migranti ospitati a Lucca sono diminuiti da 1.372 a 700, dall’altra la cooperativa Odissea, nel precedente bando, aveva garantito ben 366 posti. E infatti al momento, per il prossimo biennio, ci sono circa 150 richiedenti asilo che rischiano di rimanere senza una sistemazione se nel frattempo non si faranno avanti altri soggetti. «Siamo convinti - afferma Bonetti - che se non si costituisce un percorso per l’accoglienza, fatto sì di vitto e alloggio ma anche di formazione e cultura non contribuiremo mai ad abbattere il muro di diffidenza. E queste condizioni quel bando non le rende possibili».

Per la precisione la prefettura ha previsto due bandi: uno dedicato alla gestione dei “centri collettivi” e l’altro a quella delle singole unità abitative. Col decreto Salvini inoltre, per il 2020/2021 è prevista la riduzione della diaria, sparirà quasi del tutto il sostegno psicologico come non saranno più previste risorse per i corsi di italiano. «Il capitolato tecnico riservato alla gestione di strutture fino a 50 posti gestite in rete non permette di garantire neppure i servizi minimi di accoglienza - spiega Bonetti - dato che prevede un solo operatore che si sposta da una casa di accoglienza all’altra nell’arco della giornata su un territorio vasto come la nostra Provincia. Come può una sola persona essere presente e poter aiutare e controllarne 50? È ovvio che non sarebbe in grado di intervenire nelle situazioni complesse che ogni giorno si possono verificare. È evidente - aggiunge - che questo modello di accoglienza ci rende impossibile continuare a svolgere i servizi di qualità che abbiamo provato negli anni a promuovere». Bonetti, nel suo intervento, non fa però un cenno diretto al taglio delle risorse previsto dal decreto Salvini. «Non a caso - afferma- il capitolato non prevede i servizi per l’integrazione che sono stati fondamentali in questi anni. È previsto ad esempio un solo assistente sociale per 6 ore la settimana, il che significa che avrebbe 7 minuti di tempo la settimana per assistere ognuna delle 50 persone accolte. E con 7 minuti che integrazione mai si potrebbe fare? L'assistente legale invece di ore ne ha 3 la settimana, vale a dire 3,5 per persona. Come se non bastasse - continua Bonetti - non sono previsti né il sostegno psicologico né il corso per l’insegnamento della lingua. Si segue la strada vecchia e perdente dei grandi centri di accoglienza con tanti ospiti che diventano per la comunità circostante un luogo di divisone. Per noi questa strada è sbagliata e abbiamo deciso di non percorrerla, ma rimaniamo a disposizione per trovare le migliori soluzioni per terminare il percorso dei richiedenti asilo».

A prendere una decisione del tutto opposta, è stata invece la cooperativa Solidarietà e Sviluppo di Bagni di Lucca che per il biennio prossimo si è detta disposta ad accogliere 75 migranti in singole unità abitative e 90 nei “centri collettivi”. Con un totale di 165 posti complessivi è di fatto la cooperativa che avrà la gestione di più richiedenti asilo fra tutte quelle che hanno partecipato ai bandi. «Le strutture che abbiamo già - spiega Alessandro Ghionzoli di Solidarietà e sviluppo - cercheremo di mantenerle. Al momento stiamo ospitando 106 richiedenti asilo quindi dovremo cercarne anche delle altre. Abbiamo partecipato ai bandi per dare una continuità ai migranti che stiamo ospitando in strutture dislocate a Bagni di Lucca, Coreglia, Barga, Camporgiano e Lucca. Vista la riduzione delle risorse la speranza è quella di trovare degli immobili che non abbiano un affitto troppo costoso. In più dovremo educare i ragazzi a non sprecare l’acqua e l’energia elettrica che nei loro Paesi d’origine ha dei costi bassi ma da noi non è così. Al momento - continua - ospitiamo massimo dodici persone nello stesso immobile e stiamo accogliendo anche tre famiglie con bambini. Per quanto riguarda i corsi di italiano noi contiamo di trovare degli insegnanti volontari perché questa abolizione è davvero deprecabile. A Grosseto, dove ci occupiamo ugualmente dell’accoglienza dei migranti, stiamo già facendo i conti con la diminuzione delle risorse, a 18 euro al giorno, perché la prefettura, appena è entrato in vigore il decreto Salvini, l’ha applicato».
 

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