Il Tirreno

Lucca

DAL GIUDICE 

Violenza su minori e stalking: due anni all’animatore turistico

Luca Tronchetti

Nuovi guai per il ventinovenne pedofilo già condannato nel 2016 e ora in carcere Il difensore di una delle piccole vittime: «A marzo rischia di tornare libero»

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Nuova condanna per l’ex catechista e animatore turistico di 29 anni residente nella Piana che il 9 luglio 2015 in un villaggio vacanze a Sharm El Sheikh in Egitto adescò e violentò un bimbo di 10 anni originario del Nord Italia.

Nel dicembre 2016 venne condannato in primo grado per quel reato a cinque anni di reclusione usufruendo del rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena. In questa circostanza l’ex catechista era accusato di tentata violenza sessuale su una bimba di 13 anni originaria di un comune veneto per averla abbracciata toccandole i glutei e cercando di darle un bacio sulla bocca e di stalking su un ragazzino non ancora dodicenne che abita vicino a lui e che molestava continuamente anche di notte chiamandolo al cellulare.

E anche stavolta il giovane ha ottenuto, con identico rito, lo sconto di un terzo della pena. Per lui il pubblico ministero aveva chiesto 3 anni e 2 mesi, ma il giudice dell’udienza preliminare Simone Silvestri lo ha condannato complessivamente a due anni di reclusione e al pagamento di una provvisionale di 10mila euro alla famiglia del minorenne che si era costituita parte civile assistita dall’avvocato Elena Romani.

NESSUN PENTIMENTO

Davanti al gup l’ex animatore turistico non è parso pentito, non ha chiesto scusa alle vittime. Si è limitato a dire di stare meglio e di seguire, una volta alla settimana, un percorso psicologico. Ma nel processo si è difeso strenuamente. Ha sostenuto che con la bambina era sbocciata una storia d’amore e lui era convinto che quella ragazzina, anch’essa conosciuta nel luglio 2015 sempre nel villaggio vacanze di Sharm El Sheikh, avesse sedici anni e comunque un’età maggiore dei quattordici anni. Per quanto riguarda il bimbo, che abita nello stesso comune, ha completamente ribaltato i termini della questione: non era lui che cercava al cellulare il bambino, ma era il piccolo che, pur sapendo dei suoi trascorsi e della condanna, si presentava anche sotto casa sua. L’indagine, condotta dal sostituto procuratore Sara Polino, aveva invece rilevato che l’ex animatore turistico - dopo aver carpito fraudolentemente il numero di cellulare al ragazzino (che frequenta le medie e che aveva conosciuto durante una manifestazione) gli inviava squallidi e sordidi sms invitandolo a casa sua oppure lo seguiva facendosi trovare al bar o vicino a casa. In questo modo aveva provocato in lui uno stato d’ansia e di paura tale da costringerlo ad alterare le proprie abitudini di vita sino a chiedere alla madre di cambiare città.

CONDANNA E PAURA

Il giudice - al netto di aggravanti e attenuanti e soprattutto del rito - alla fine ha condannato l’animatore turistico. I suoi legali faranno ricorso in Appello. Ma l’avvocato Romani al termine dell’udienza è apparsa preoccupata. Il motivo? Tra marzo e giugno 2020 attraverso permessi premio e riduzioni di pena il ventinovenne potrebbe tornare in libertà e quindi avrebbe la possibilità di avvicinarsi di nuovo al suo assistito: «Se ciò dovesse accadere sono pronta a dare battaglia. Chiederò sicuramente al giudice delle misure interdittive (divieto di avvicinamento) per quella persona che ha fatto del male a un bimbo di undici anni». —



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