Il Tirreno

Lucca

A PORCARI 

Denuncia la truffa sul web, ma è lei a fare il prelievo

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PORCARI. Vuol vendere la bici elettrica con pedalata assistita acquistata 3-4 mesi prima e allora decide di rivolgersi alla rete, alla piattaforma online «subito.it». Chiede 300 euro e nel giro di qualche giorno si fa vivo un utente da Roma. Vuole la bici ed è d’accordo sul prezzo. Ma prima di chiudere la comunicazione le passa una signora - un’amica oppure la compagna - che le fornisce le indicazioni di pagamento. La venditrice dovrà recarsi in uno sportello automatico Atm per ricevere istruzioni. Accade nel febbraio 2019 e alla fine la venditrice presenta una denuncia alla procura della Repubblica con l’accusa di truffa. Il motivo? Una volta giunta in uno degli sportelli postepay evolution del suo comune di residenza la donna - 50 anni, domiciliata nella zona di Porcari - viene ricontattata dall’acquirente - che poi la procura scoprirà essere originaria di Pomezia e non nuova, assieme al compagno, a truffe del genere - che dopo averla intontita con strani discorsi di natura economica le chiede, prima di inviarle i soldi attraverso quell’apparecchio Atm, di fare un versamento di tutta la somma di cui dispone al momento sul conto corrente fornendole una serie di numeri in sequenza da digitare sulla tastiera dello sportello. La cinquantenne esegue: e su quel numero fornitole versa 1000 euro. A quel punto richiama la donna per ottenere altre spiegazione e per avere quei 300 euro. Ma il numero di cellulare è staccato e ogni chiamata, da quel giorno in avanti, risulterà vana. Come il tentativo di bloccare quell’operazione effettuata allo sportello. —

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