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L’allarme della Cgil: «Dipendenti licenziati allo studio Martini»

L’allarme della Cgil: «Dipendenti licenziati allo studio Martini»

A perdere il posto di lavoro lavoratrici professionalmente qualificate: «Non hanno avuto possibilità di ribattere»

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lucca. Posti di lavoro allo studio Martini: è allarme della Cgil. «Per quanto ci risulta sono almeno cinque i licenziamenti effettuati nel corso dell’anno - dichiara Massimo Dinelli, segretario provinciale della Filcams Cgil - di cui due disciplinari e tre per motivi economici effettuati dalla Gamma srl società che gestisce il servizio di fisioterapia. Guarda caso - aggiunge - si tratta di provvedimenti nei confronti di lavoratrici professionalmente qualificate che hanno maturato anzianità ultra decennali e quindi troppo costose per i piani dell’azienda e guarda caso tutte iscritte alla Filcams Cgil».

«Dopo tanti anni di onorato servizio - prosegue la nota - si sono sentite chiamare in ufficio una per una per la consegna della lettera che comunicava loro di doversi reinventare una vita professionale. Così senza ulteriore trattativa senza possibilità di ribattere, nonostante che il raggiungimento del requisito pensionistico sia ancora troppo lontano, con la consapevolezza che solo la Naspi può dare loro un minimo sostegno al reddito per un periodo limitato. Forse sono finiti i tempi in cui lo studio privato, punto di riferimento per molti lucchesi già a partire dalla locazione nel centro storico, aveva liste piene di appuntamenti, ma ciò non toglie che si poteva fare diversamente, si doveva fare diversamente». Secondo quanto riporta Dinelli «soprattutto da quando è cambiata la regia dell’azienda, le lavoratrici hanno riscontrato peggioramento nelle condizioni di lavoro a partire dal mancato rispetto delle ore contrattuali, dalle contestazioni disciplinari, fino ai licenziamenti».

Per questi motivi la Filcams Cgil ha proclamato lo stato di agitazione, chiedendo come priorità assoluta la revoca dei licenziamenti. «Ciò nonostante siamo stati completamente ignorati dalla direzione aziendale - conclude la nota - dalla quale non abbiamo ricevuto alcun riscontro. Le lavoratrici e i lavoratori, non escludono pertanto iniziative di mobilitazione e di astensione dal lavoro, scusandosi fin d’ora del disagio che provocheranno all’utenza». —

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