Sicurezza
Arrivano i segnali di pericolo alla “curva della morte” sul fiume
Installati alla svolta dove è morta una giovane mamma e molte altre auto sono finite giù dal poggio
lucca. Non è il guardrail, ma comunque è un passo in avanti. Fra le giornate di giovedì e di ieri gli operai del Comune hanno piazzato i segnali stradali di pericolo alla curva tra via della Scogliera e via del Tiro a segno teatro, nelle ultime settimane, di una serie di incidenti fra i quali quello mortale della giovane madre Joanna Keib.. Proprio dopo questa serie di eventi da più parti si erano alzate voci che chiedevano un intervento strutturale per mettere in sicurezza la strada. Interpellato, il Comune aveva spiegato di avere in progetto di installare un lampione ma era rimasto tiepido sulla possibilità di posizionare un paracarro.
Alla fine la soluzione scelta degli uffici è stata di inserire quelli che tecnicamente vengono chiamati “delineatori di curva” e che servono appunto a indicare una svolta pericolosa: sono quei pannelli quadrati bianchi e neri che la notte riflettono la luce dei fari. Un particolare importante, quest’ultimo, visto che gran parte degli incidenti che si sono registrati nella zona sono avvenuti dopo il tramonto.
Il Comune ha deciso inoltre di installare un cartello di serie di curve pericolose lungo via della Scogliera, prima di arrivare alla svolta a gomito in corrispondenza della passerella pedonale che attraversa il Serchio.
Fra i primi a spingere per il posizionamento di qualche contromisure è stato Luciano Matteoni, che vive nel residence proprio sotto la “curva della morte”: «Credo che i pannelli che hanno posizionato siano sufficienti per evitare altri incidenti. Bisogna considerare che uno dei problemi maggiori è che chi percorrere il tratto di strada prima della curva si può ingannare vedendo le nostre luci. Ora, con i cartelli riflettenti si potranno rendere conto di dov’è il limite della strada».
Secondo Matteoni, che vive nella zona da dieci anni e che si è trovato diverse volte a soccorrere automobilisti venuti giù dal ciglio, quello della velocità non è invece un fattore determinante. «Innanzitutto non c’è spazio per prendere velocità, visto che la curva si trova in fondo a un rettilineo di poche decine di metri in salita, dopo un’altra svolta a gomito. Poi vorrei ricordare che tutti gli incidenti avvengono di notte. Fosse un problema di velocità accadrebbero anche di giorno e magari potrebbero rimanere coinvolti pedoni e ciclisti che risalgono in contromano la strada. Invece tutto questo non si verifica, a conferma che i problemi sono altri».
Secondo quanto ricostruito dal Tirreno negli ultimi undici mesi sono almeno otto le automobili finite fuori strada. Oltre alla tragica fine di Joanna si sono registrati altri casi di mezzi cappottati. Che solo per uno sguardo benevolo del destino non si sono trasformati in tragedia. —
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