Il Tirreno

Lucca

L’INDAGINE 

Fratelli finiscono nei guai per tentata truffa all’Inail

Luca Tronchetti
Fratelli finiscono nei guai per tentata truffa all’Inail

Come in un film con Totò e Peppino si sostituiscono per effettuare una visita e ottenere un indennizzo maggiore derivante da una malattia professionale

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MINUCCIANO. Come in un film di Totò e Peppino. Il fratello è all’estero per lavoro e lui, approfittando della somiglianza fisica, lo sostituisce facendosi visitare da un medico specialista nella sede lucchese dell’Inail per ottenere un’indennizzo derivante da malattia professionale. Lo scambio di persona sarebbe andato a buon fine e con esso un più congruo indennizzo se il congiunto-sostituito, pure lui affetto da patologie causate dall’attività lavorativa, una settimana dopo non si fosse recato pure all’Inail per la visita medica dallo specialista in neurologia e medicina legale relativa ad un’indennità percepita da alcuni anni dal fratello che aveva preso il suo posto. In quel frangente un’infermiera attenta e fisionomista si accorge del cambio di identità avvenuto 7 giorni prima. Inizialmente il paziente nega, ma messo alle strette conferma lo scambio di persona. «Mio fratello si è presentato al mio posto: io alla data fissata per la visita non potevo esserci perché mi trovavo all’estero per motivi di lavoro. Così abbiamo invertito: lui è andato alla mia visita e io alla sua». Una condotta volontaria e consapevole che porta i vertici dell’Inail a presentare un esposto-denuncia in procura ipotizzando i reati di tentata truffa e sostituzione di persona. Sono in corso accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria che ha iscritto nel registro degli indagati i due fratelli di 52 e 50 anni residenti a Minucciano.

I FATTI

Nel marzo 2017 il fratello maggiore, tramite mandato di assistenza di un patronato, presenta una domanda di ulteriore indennizzo per una malattia professionale: l’ipoacusia, l’indebolimento dell’udito. Il cinquantaduenne della Garfagnana tra l’altro aveva già una posizione Inail aperta in quanto risultava essere tecnopatico (malattia contratta a causa di una lavorazione rischiosa) e indennizzato al 15% per una spondilodiscoartrosi alla colonna vertebrale riscontrata nel 2013. L’appuntamento per la visita medica viene fissato il 26 aprile 2017. Ma invece dell’interessato si presenta il fratello minore. Anche lui risulta essere tecnopatico e già titolare di una rendita Inail al 18% per ernie discali riscontrate nel 2011 e anche lui portatore di ipoacusia. Proprio perché entrambi già soggetti con malattie professionali lì per lì nessuno si accorge dello scambio di persona. Il fratello minore tra l’altro non viene neanche visitato dall’otorino perché ha un tappo di cerume all’interno di un orecchio. Ma una settimana dopo il fratello maggiore si ripresenta alla sede lucchese dell’Inail stavolta per effettuare una visita neurologica legata alla patologia del fratello minore. Un’infermiera si accorge dello scambio di persona e il paziente viene incalzato dalle domande e messo davanti all’eventualità di confrontarsi con l’otorino che aveva raccolto l’anamnesi lavorativa cede e racconta dello scambio di persona. —

Luca Tronchetti

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