Lutto
Un fatturato da 4 miliardi grazie a 10.000 addetti
lucca. Basterebbe snocciolare i nomi e le cariche delle autorità presenti ieri all’apertura del Miac (amministratori, politici, forze dell’ordine, associazioni di categoria) per avere un’idea della centralità del cartario per la nostra provincia. Ma ancor di più possono darla i dati: un fatturato di 3,9 miliardi (un sesto di tutto il settore in Italia), grazie a 244 stabilimenti produttivi con 7.575 addetti, in grado di generare 3,9 miliardi di fatturato, di cui 1,12 miliardi di export. C’è poi la meccanica per la carta (protagonista assoluta al Miac) con 97 stabilimenti, 2.420 addetti, 965 milioni di fatturato stimati, di cui 676 milioni di export.
Importante anche l’aspetto del recupero della materia prima: a lucca viene impiegato circa il 25% della carta da riciclare a livello nazionale (consumo di 1,2 milioni di tonnellate di carta da riciclare sui 5,2 milioni di tonnellate a livello italiano). Per dare un'idea dell'entità del lavoro che viene svolto sul versante del riciclo, ogni minuto in Italia si riciclano 10 tonnellate di carta, di cui 2,5 tonnellate nel distretto lucchese.
Come spiegato nel pezzo in alto non mancano i problemi. Stigmatizzati anche dal consigliere regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti: «Burocrazia canaglia, mancanza di sbocchi impiantistici per gli scarti di lavorazione ed elevati costi dell’energia elettrica rispetto agli altri paesi tarpano le ali del cartario lucchese. Se sul fronte dei costi energetici la Regione ha potestà, certo ne ha invece sulle altre materie ma negli anni il Pd di governo toscano si è dimostrato inerte e incapace di scatto. La sola soluzione prospettata è stata quella, a tutto carico delle singole imprese, degli impianti di smaltimento per il pulper a pie’ di fabbrica. Ma è una ricetta insostenibile e impraticabile, serve un progetto di filiera». —
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