Il dolore
Coppia a giudizio: spiavano il datore di lavoro
I due controllavano i conti e s’introducevano illecitamente nella videosorveglianza Forse volevano acquistare il laboratorio
LUCCA. Per diversi mesi la dipendente di un esercizio commerciale e il suo compagno si sono introdotti nel sistema informatico di videosorveglianza e all’interno del personal computer del datore di lavoro, titolare di un laboratorio di pasticceria nella periferia cittadina, prendendo conoscenza della contabilità aziendale e arrivando persino a bloccare l’accesso del titolare dell’attività commerciale ai dati di fatture e registri inserendo una password sconosciuta all’avente diritto. Il motivo di questo accesso abusivo al sistema informatico resta un mistero forse legato ad un futuro acquisto dello stesso laboratorio di pasticceria. Di fatto però la titolare del laboratorio artigianale - 55 anni, lucchese, appena venuta a conoscenza della verità grazie al suo legale, Eleonora Romani, e all’agenzia investigativa privata incaricata - ha licenziato per giusta causa la dipendente che ha provato, senza riuscirci, a farsi riassumere intentando una causa di lavoro. E la vicenda, iniziata a metà del 2018 e conclusa nel febbraio scorso, è finita in tribunale con la denuncia penale nei confronti dell’ex dipendente di 37 anni originaria di Pescia e del suo compagno, 38 anni, l’esecutore materiale della condotta ritenuta illecita in quanto operatore di sistema informatico e lui stesso installatore della videosorveglianza del laboratorio di pasticceria. La coppia è difesa dall’avvocato Silvia Neri Parenti. L’esposto, presentato ai carabinieri, finì per competenza legata alla materia alla procura di Firenze. Lì il 2 ottobre scorso il giudice dell’udienza preliminare Sara Farini ha rinviato a giudizio la coppia con gli atti che sono stati trasmessi al tribunale di Lucca dove si terrà il processo fissato per il 26 febbraio davanti al giudice monocratico Giuseppe Pezzuti. —
Luca Tronchetti
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