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Rivoluzione della diocesi: ecco le tre “macroaree”

Rivoluzione della diocesi: ecco le tre “macroaree”

Lettera dell’arcivescovo Paolo Giulietti: sarà superato il modello attuale con le nove zone pastorali. Avanti con le chiese “cittadine” di Lucca e Viareggio

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lucca. Tre macroaree al posto delle nove zone pastorali attuali, accorpamenti fra le parrocchie e istituzioni di “chiese-nella-città” a Lucca e Viareggio. L’arcivescovo Paolo Giulietti mette nero su bianco le linee guida della sua riforma della diocesi nella lettera alla chiesa di Lucca che ha scritto in occasione dell’apertura del mese missionario straordinario.. Un’elaborazione che arriva - come spiega monsignor Giulietti - a seguito degli incontri con presbiteri, diaconi, religiosi e laici che sono andati avanti da maggio fino a luglio.

Fra i temi affrontati in questo “tour” (oltre che nel consiglio diocesano del 28 giugno e in quello presbiterale del 4 luglio), centrale è quello della riforma della diocesi. Giulietti ricorda - come aveva già fatto durante un incontro pubblico al Real Collegio - che da anni il territorio viene riorganizzato su due direttrici: l’aggregazione delle parrocchie in comunità parrocchiali «secondo criteri di omogeneità territoriale e di ottimale consistenza demografica» e l'individuazione di due contesti particolari, le chiese-nella-città di Lucca e Viareggio.

Secondo Giulietti negli incontri è emersa la positività di questo percorso, anche se «è emersa la sensazione che il processo sia lento, disomogeneo e non privo di ostacoli». Serve, dunque, un’accelerazione che tenga però conto dell’esigenza di ogni comunità di non sentirsi abbandonata. Questo arriverà, innanzitutto, facendo “piazza pulita” delle attuali nove zone pastorali (Lucca, Garfagnana, Viareggio, Suburbana I, Suburbana II, Suburbana III, Camaiore Massarosa, Valfreddana, Moriano, Val di Serchio, Se.Vi.Va.) per scendere alle tre classiche grandi aree della provincia: Piana di Lucca, Valle del Serchio e Versilia. Anche gli uffici pastorali della curia dovranno riorganizzarsi su questo schema, così come la formazione del clero e degli operatori.

Entro fine anno poi i vicari delle attuali nove zone dovranno presentare i dati sulla consistenza territoriale delle comunità parrocchiali, per decidere la futura geografia della diocesi.

Per quanto riguarda le chiese “cittadine” di Lucca e Viareggio, Giulietti auspica di «definire quanto prima l’ambito, iniziando a elaborare un progetto pastorale che individui i campi di collaborazione tra le parrocchie delle due aree urbane».

L’arcivescovo garantirà poi la «presenza di almeno una mattina a settimana nella casa diocesana di San Paolino a Viareggio e nella canonica di Castelnuovo Garfagnana», per venire incontro alla «necessità di una presenza/assistenza della diocesi e del vescovo a tale processo, in modo che chi ha buona volontà venga incoraggiato e si superino resistenze e ritardi». —

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