Italia
Minacce e raid notturni per rapire i cani
Ecco come agivano secondo la Procura i componenti dell’associazione Accademia Kronos: tra le parti offese la Prefettura
È un’inchiesta che porta la firma anche dell’ex Procuratore capo a Lucca, Pietro Suchan, oltre a quella del sostituto Procuratore Salvatore Giannino, quella a carico della guardie zoofile Kronos alle quali vengono contestati i reati di sostituzione di persona, violenza privata, violazione di domicilio, furto in abitazione, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
Sono sei le parti offese, come da atti di chiusura indagine notificati nel fine settimana, e tra queste - oltre a privati cittadini residenti in Lucchesia e sulle colline versiliesi - anche la Prefettura di Lucca. Perché, per alcuni degli indagati la stessa Prefettura aveva sospeso i decreti prefettizi di nomina di guardia zoofila.
I cinque proprietari di cani oggi parte offesa sono i protagonisti delle vicende contestate alle guardie Kronos. Ad iniziare dalla storia del cane Oliver, un pastore maremmano che tre guardie zoofile, tutte donne, avrebbero «costretto, mediante minaccia di elevate sanzioni amministrative e/o ingiustificati deferimenti alla Autorità giudiziaria, a sottoscrivere un atto di cessione del proprio cane pastore maremmano, procurando all’associazione di appartenenza un ingiusto profitto a danno delle persone offese».
Oliver è un po’ il protagonista chiave dell’inchiesta. Perché a indagini già avviate - così ricostruisce la Procura - si è messa in moto una “macchina” per nascondere ciò che era avvenuto. Perché Oliver, a un certo punto, scompare con il proprio nome dall’anagrafe canina, salvo riapparirvi col nome di “Gian”, e con una donna - oggi tra gli indagati - accusata di aver «attestato falsamente di aver ricevuto in dono il cane». Tesi sostenuta anche «nelle dichiarazioni rese a verbale di sommarie informazioni testimoniali allorquando è stata escussa dalla polizia municipale». Davanti agli agenti, la donna racconta di «aver rinvenuto l’animale in questione sul territorio toscano nei primi giorni di ottobre 2017 e di ritorno da una vacanza all’Isola d’Elba». Ma in quei giorni, hanno appurato gli inquirenti, «il cane si trovava in custodia a Sarzana» presso un’apposita struttura. L’accusa è di aver tentato «di eludere le indagini in corso» a carico di tre guardie Kronos. Quelle che la Procura definisce sottrazioni illecite di animali si ripetono - così negli atti - sulle colline della Versilia.
In un episodio avvenuto a Massarosa ad agire sarebbe stata una delle guardie Kronos più in vista anche attraverso i social: Katuschia Baccilli. Alla quale la Procura contesta di non essere più «in possesso di Decreto prefettizio di guardia zoofila, sospeso da provvedimento emesso dalla Prefettura» a partire dal 25 settembre 2017. Nonostante questa condizione, nella casa di Chicchino si sarebbe introdotta, con altre due “colleghe”, «indossando abusivamente un’arma contundente quale è il manganello/sfollagente». Con un’altra guardia Baccilli avrebbe operato a Capezzano Pianore il 18 gennaio 2018, tra le 3 e le 4 di notte, «sottraendo due cani e introducendosi abusivamente» nella proprietà del padrone. Un episodio analogo è contestato ai danni della padrona di un cane a Seravezza, «costretta mediante minaccia a sottoscrivere un atto di cessione del cane» il 23 aprile scorso. —
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