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Palloncini contro il progetto dello Steccone

Palloncini contro il progetto dello Steccone

Sono stati lanciati dal comitato per dimostrare l’impatto della “piazza coperta”: «Siamo pronti a tutto»

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LUCCA. I palloncini sono apparsi di prima mattina, legati a fili a loro volta fissati sulla recinzione del cantiere per lo Steccone a San Concordio. E sono volati alti, altissimi. Per l’esattezza a 16 metri: la quota alla quale dovrebbe arrivare la cosiddetta “piazza coperta” che il Comune vuole realizzare nell’ambito dei quartieri social.. Autori della protesta gli esponenti del Comitato per San Concordio, che da tempo si battono contro il progetto che ha sostituito quello originario della Polis.

«Abbiamo deciso questo flash mob - spiega Clara Mei - per dimostrare quale sarebbe l’impatto della costruzione prevista nella “piazza coperta”. Sono 16 metri, considerando la terrazza: più dei palazzi davanti, nel parco della pace. E forse uno dei più alti edifici di Lucca».

Gli esponenti del Comitato hanno fotografato i palloncini da tutte le posizioni, dimostrando come sarebbero visibili anche dalle Mura.

«Senza considerare - continua ancora Mei - che la piazza coperta si andrebbe a inserire fra due edifici vincolati come archeologia industriale: l’ex filanda Viani da una parte e la “chiesa” di Gesam dall’altra. Purtroppo questi due edifici non hanno il cosiddetto “vincolo di prospetto”, che garantirebbe l’impossibilità di realizzare il progetto dello Steccone, chiederemo alla soprintendente Acordon di inserirlo ».

La protesta del Comitato punta anche a far conoscere la proposta alternativa per la zona ex Gesam, tra via Consani, via della Formica e via Nottolini: «Dobbiamo ricordare che qui abbiamo i resti del porto della Formica e del gasometro, che sono stati disseppelliti e che con questo progetto sarebbero di nuovo ricoperti. Proprio per salvaguardarli - spiega Mei - proponiamo di realizzare un laghetto da mettere in contatto con la falda. E non il parcheggio sotterraneo che secondo noi avrebbe un costo di 200.000 euro a posto auto».

Il prossimo passo sarà la discussione di una mozione martedì in consiglio comunale. Ma poi potrebbero aprirsi le porte dei ricorsi giudiziari: «Siamo pronti a tutto», conclude Mei.
 

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