Il Tirreno

Lucca

IN TRIBUNALE 

Condannato per usura e tentata estorsione

Luca Tronchetti

Sei anni di reclusione a un rumeno del campo nomadi La giovane vittima si era indebitata con il gioco d’azzardo

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Affetto da una grave forma di ludopatia - che lo porta a scommettere di continuo sia on line che attraverso le agenzie di gioco d’azzardo - nonostante i guadagni del suo lavoro è costretto, dopo aver fatto ricorso ai genitori, a rivolgersi ad un rumeno residente nel campo nomadi che inizialmente gli presta 3-4000mila euro per poi dopo poco più di un mese chiedergli 20mila euro con un tasso d’interesse che lievita di 1000 euro ogni 10 giorni. La vita del trentenne - informatore scientifico e figlio di un professionista della Lucchesia - è rovinata e il giovane, a garanzia del prestito, è costretto a lasciare al cravattaro la macchina, una Seat Ibiza, un regalo del nonno. Senza l’intervento della compagna - che ha raccontato la vicenda ai carabinieri intervenuti per bloccare lo strozzino - il trentenne manifestava giorno dopo giorno propositi suicidi.

Il «cravattaro» finito alla sbarra con l’accusa di usura e tentata estorsione è Cosmin Butu, 34 anni, origini rumene e residente nel campo nomadi di via delle Tagliate. Il collegio giudicante presieduto da Nidia Genovese lo ha condannato a 5 anni di reclusione e tremila euro di multa accogliendo quasi integralmente le richieste della pubblica accusa sostenuta dal procuratore facente funzioni Piero Capizzoto che aveva chiesto sei anni di carcere.

LA VICENDA

Un grave episodio iniziato nel marzo 2015 quando l’informatore scientifico assillato dai debiti contratti a causa del vizio del gioco incontra, presentato da amici comuni, Cosmin Butu. In sei circostanze il giovane si presenta al campo nomadi per farsi prestare somme di denaro da quella specie di self made man che possiede denaro contante sufficiente per soddisfare le esigenze del giovane ludopatico. Butu, a garanzia della restituzione dei soldi, si fa lasciare la macchina del giovane lucchese. Dapprima una Toyota Aygo usata. Poi, visto che il giovane non ce la fa a restituire gli interessi (1000 euro ogni 10 giorni) nel lasso di tempo concesso, deve lasciare a garanzia la Seat Ibiza nuova regalatagli dal nonno che aveva messo da parte i soldi per il nipote prediletto. Particolare questo che l’imputato nega con forza. Di fatto però per restituire il denaro prestato è costretto a farsi accompagnare agli incontri con l’usuraio dai alcuni parenti. Non solo. Stando all’accusa quando il debito contratto sale a 20mila euro, Butu si presenta a casa del padre della vittima di usura. Con l’auto di piazza all’ingresso del cancello della villetta del professionista e lo affronta: vuole i soldi e il numero di telefono dell’usurato. Alla fine, nel dicembre 2015, il coraggio della compagna del giovane informatore scientifico e quello dei genitori spingono la vittima a denunciare. E l’intervento dei carabinieri pone fine alla spirale illecita fatta d’intimidazione e minacce. Nello stesso procedimento il nomade è stato assolto con formula dubitativa dall’accusa di tentata estorsione condita da minacce nei confronti di un connazionale, titolare di un’officina meccanica, per somme di denaro prestate e non restituite. —

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