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Il cartario lancia il Miac e striglia i politici: «Servono impianti per smaltire i rifiuti»

Il cartario lancia il Miac e striglia i politici: «Servono impianti per smaltire i rifiuti»

Nel mirino le indecisioni sui termovalorizzatori, a partire dal caso di Kme: «Non siamo aziende di Stato come Alitalia...»

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LUCCA. «Le aziende del cartario di Lucca non sono come Alitalia, per la quale si vuole tassare le merendine per tappare i buchi di bilancio. Sono aziende che stanno sul mercato, in Paesi dove il ciclo è chiuso e gli impianti ci sono». Non usa i mezzi toni Marcello Gozzi, direttore di confindustria Toscana Nord durante la presentazione del Miac, la grande mostra internazionale dell’industria cartaria che si svolgerà al polo Fiere di Sorbano dal 9 all’11 ottobre.

Un’edizione che, nella sua giornata inaugurale, vedrà una tavola rotonda sul “Green new deal” secondo l’industria cartaria. L’onda verde, dunque, arriva anche nel mondo delle bobine e dei corrugatori, ma si porta anche dietro una dose di problemi irrisolti e che vanno avanti da anni.

«Il Green new deal deve essere totale - spiega ancora Gozzi -. E questo significa che la sostenibilità ambientale si ha se si chiude il ciclo». Il che significa costruire impianti dove bruciare gli scarti della lavorazione della carta che ha, comunque, capacità di riciclo molto importanti. «È in discussione - continua il direttore di Confindustria - un impianto come quello di Kme, che sarebbe molto importante per le aziende del distretto. Ma sembra che la politica faccia la corsa a disinteressarsene, dimenticando anche che le discariche non possono essere la soluzione».

C’è da scommettere che questo sarà uno dei temi caldi del Miac, giunto all’edizione numero 26, vetrina e insieme luogo di incontro per un settore che ha raggiunto numeri importanti, snocciolati da Tiziano Pieretti, presidente della sezione carta di Confindustria Toscana Nord: «Per quanto riguarda il cartario abbiamo 244 imprese, con un numero di occupati di oltre settemila. Se consideriamo anche quelle per la produzione di macchinari arriviamo a 350 imprese e 10.000 impiegati complessivi». Se si dà importanza alle classifiche, Lucca è senz’altro il primo distretto cartario in Europa. E - a livello italiano - l’incidenza sul Pil arriva all’1,3%, considerando i due rami del tissue e degli imballaggi.

«A Lucca ricicliamo il 25% della carta che viene raccolta in Italia - ricorda ancora Pieretti -, le nostre attività sono pienamente inserite all’interno dell’economia circolare. Certo, non mancano i problemi: quello degli scarti per la frazione che non recuperiamo è il più importante, ma non dimentichiamo anche la questione dell’energia. Secondo la nostra visione la cogenerazione è una delle modalità migliori per abbattere i costi, ma vogliamo nobilitare anche l’utilizzo del gas».

«I settori del tissue e dell’imballaggio - puntualizza Massimo Medugno, direttore di Assocarta, l’associazione che organizza il Miac - sono i settori che stanno affrontando meglio la congiuntura, a differenza della grafica. Certo, abbiamo a che fare con la questione dell’energia, che per noi significa il 25-30% dei costi che dobbiamo sostenere. Va anche puntualizzato che le nostre sono filiere controllate e sostenibili, che utilizzano materiali rinnovabili e certificati».

A “dare i numeri” sull’edizione della mostra che si aprirà tra pochi giorni a Sorbano è Gianmaria Pfeiffer, direttore di Edipap, organizzatore della fiera: «Gli espositori saranno circa 270 e ci saranno macchine per la lavorazione di tutte le tipologie di carta e anche per la trasformazione della carta tissue. Si tratta di numeri importanti, se si considera che negli ultimi 15 anni la percentuale di aziende che ha confermato la partecipazione è di oltre il 90%. Ci aspettiamo di avere circa 6.000 visitatori che - secondo quanto abbiamo verificato gli anni scorsi - arrivano da oltre 50 nazioni di tutto il mondo».
 

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