Il dolore
La scommessa di Raspini: «Niente più sacchetti abbandonati per strada»
Tante risorse impiegate e pochi risultati: per questo il Comune cambia sistema
LUCCA. Niente più sacchetti dell’immondizia per strada a tutte le ore. La rivoluzione dei rifiuti punta a dare maggior decoro alla città, migliorandone l’impatto visivo. Ma c’è da aspettarsi che tale traguardo non verrà raggiunto facilmente: le abitudini degli utenti del centro – su cui pesano non poco i comportamenti dei molti turisti presenti in città durante la bella stagione – sono dure a morire. Di certo la novità farà discutere, ma l’amministrazione sembra pronta ad affrontare eventuali critiche: «Siamo di fronte a una sfida importante – spiega l’assessore all’Ambiente Francesco Raspini – Questo progetto va a toccare abitudini consolidate: le vie del centro sono un’esposizione continua di sacchetti e sacchettini messi fuori senza il rispetto degli orari previsti né del calendario dei ritiri. Ogni giorno Sistema Ambiente deve mettere in strada il quadruplo dei mezzi previsti per togliere sacchetti abbandonati senza alcun criterio. In pratica ogni giorno raccogliamo ogni tipo di rifiuto, perché nessuno rispetta il calendario. Di fatto il centro assorbe una quantità di servizi e risorse spropositata rispetto ad altre zone della città e soprattutto rispetto ai risultati che produce (la differenziata in centro è più basso che nelle altre frazioni, ndr). Facendo un ragionamento sui costi sostenuti e sull’efficacia delle misure messe in atto siamo arrivati a concludere che la soluzione migliore fosse questa: fermare il ritiro filo strada e puntare sulle isole fuori terra. L’idea da cui siamo partiti è stata avviata dal direttore Roberto Paolini (che il 31 dicembre andrà in pensione, ndr) ed è stata portata avanti dall’ingegnere Susini, che l’ha implementata con una novità: la raccolta separata del vetro, che finora conferiva genericamente nel multimateriale. Separare il vetro dal resto ci permetterà di aumentare gli introiti di Sistema Ambiente (si parla di una cifra che oscilla fra i 600mila e gli 800mila euro in più all’anno, ndr).
«Oggi vi presentiamo l’oggetto che ha vinto la gara – ha aggiunto Raspini – Hanno partecipato tre società e ha vinto l’Id&a di Brescia. Con la Soprintendenza abbiamo concordato un numero di ubicazioni maggiore di quelle che andremo ad occupare (97 anziché 70) perché questo ci permetterà di aggiustare e rivedere i posizionamenti che abbiamo pensato in prima battuta nel caso emergessero dei problemi. Ci tengo a ringraziare la professoressa Angela Acordon per la collaborazione e il contributo offerto».
Raspini sa che non sarà facile far accettare la novità ai cittadini: «Avremo il mese di ottobre per spiegare il cambiamento ai residenti – dice – faremo delle assemblee: la prima è fissata per il 24 novembre alle 18, al Cred (Centro Risorse Educative e Didattiche) in via Sant'Andrea n°33. Nell’occasione, saranno consegnate le prime tessere per l’utilizzo delle isole». Quelle in uso per isole a scomparsa non vanno bene e non potrà usata la tessera sanitaria. —
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