Il Tirreno

Lucca

La procura contesta vantaggi economici per 1,5 milioni alla Casa di Cura e ai medici

Luca Tronchetti
La clinica privata convenzionata con la Regione Toscana intitolata a Maria Domenica Barbantini in via del Calcio nel centro storico di Lucca (foto Sernacchioli)
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La clinica privata convenzionata con la Regione Toscana intitolata a Maria Domenica Barbantini in via del Calcio nel centro storico di Lucca (foto Sernacchioli)

Il legale dell’amministratore della clinica Barbantini: «Abbiamo chiarito la nostra posizione in una memoria difensiva»

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L’avviso di conclusione delle indagini con 7 medici, i responsabili di una società romagnola incaricata della commercializzazione in Italia delle protesi ortopediche a marchio Ceraver e il rappresentante della società che gestisce la clinica «Maria Domenica Barbantini» in centro storico, iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di corruzione per l’esercizio della funzione è stata notificata ai difensori. Ma a distanza di oltre due anni ci sono ancora dubbi sulla vicenda dei pazienti provenienti dal Lazio e sottoposti ad intervento chirurgico con l’applicazione di protesi ortopediche forniti dalla società «Ceraver Italia srl» all’interno della Casa di Cura Barbantini ad opera di chirurghi che portavano direttamente i degenti dall’area laziale. C’è stata o non c’è stata corruzione per far salire contemporaneamente il volume d’affari della società romagnola concessionaria delle protesi Ceraver, il numero dei pazienti della clinica Barbantini su cui impiantare gli apparecchi artificiali in modo da far aumentare gli interventi chirurgici e il compenso più elevato ai medici che operavano fuori dal loro territorio (dal Regione Lazio alla Regione Toscana) e vedevano moltiplicarsi le opportunità di lavoro e di guadagno per ogni intervento oltre ad aver offerti dalla Ceraver una serie di benefit in corrispondenza con l’effettuazione degli interventi chirurgici (spese di viaggio, albergo e ristorante)? Oppure questo meccanismo genera alla fine soltanto degli svantaggi economici alla servizio sanitario nazionale e quindi più che di rilevanza penale si potrebbe trattare di un illecito in materia di spesa pubblica di rilevanza amministrativa.

Per le fiamme gialle però non ci sono dubbi sull’illecito commesso da tutte le componenti in campo perché il meccanismo consentiva anche alla Casa di Cura convenzionata con la Regione Toscana di trarre rilevanti vantaggi economici potendo erogare prestazioni sanitarie puntualmente rimborsate dall’Erario anche in favore di pazienti extra-regionali. Il nucleo di polizia economico finanziaria di Lucca ha stimato che società di commercializzazione, clinica privata e medici hanno ottenuto vantaggi economici, a vario titolo, per circa 1,5 milioni di euro.

L’INTERROGATORIO

Tra i 15 indagati c’è anche l’amministratore delegato della Santa Chiara srl, la società che ha in affitto la Casa di Cura Barbantini. Si tratta di Claudio Altamura, 39 anni, residente a Telese Terme in provincia di Benevento. Nella clinica lucchese nel periodo che arriva sino al settembre 2017 sarebbero state impiantate un centinaio di protesi esclusivamente della multinazionale francese «Ceraver».

Accusato di corruzione per atti d’ufficio, l’amministratore delegato è stato interrogato dal sostituto procuratore Enrico Corucci con l’assistenza legale dell’avvocato Florenzo Storelli. «Non solo abbiamo reso dichiarazioni - sostiene il penalista - ma contestualmente abbiamo depositato una memoria difensiva circostanziata. Siamo in attesa di conoscere le decisioni dell’autorità giudiziaria. Perché, tengo a ricordarlo, siamo in una fase preliminare e sinora non soltanto il mio assistito, ma neanche gli altri indagati erano stati ascoltati dall’autorità giudiziaria».

PROTESI OKAY

Bene chiarire un particolare che nel settembre 2017 emerse in modo erroneo da parte degli investigatori.

Le protesi ortopediche Ceraver sono stati riconosciute di alta qualità e per nulla scadenti.

E i clienti a cui venivano impiantate erano a conoscenza del tipo di apparecchio artificiale installato. —


 

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