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allarme inquinamento 

Una chiazza oleosa e pesci morti sul Rio Leccio

Una chiazza oleosa e pesci morti sul Rio Leccio

Gli alunni danno l’allarme: Comune e Arpat sul posto per la bonifica e per analizzare la sostanza. È caccia ai responsabili

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PORCARI. A dare l’allarme sarebbero stati degli alunni, allarmati da quella grossa chiazza sul torrente dietro la loro scuola. Un allarme giustificato, visto che sulla superficie del Rio Leccio non c’era solo quella chiazza apparentemente oleosa, ma galleggiavano anche alcuni pesci morti.

Sul posto, vicino alla scuola Pea, sono intervenuti gli agenti della municipale, i tecnici dell’ufficio ambiente e il personale di Arpat, che ha provveduto a raccogliere dei campioni per dare un nome alla sostanza che qualcuno aveva versato nel torrente. Il primo obiettivo è stato comunque quello di cercare di limitare i danni. «Fortunatamente – spiega il sindaco di Porcari Leonardo Fornaciari presente sul posto – l’inquinamento ha interessato un tratto relativamente limitato, circa 300 metri, e con dei galleggianti si è provveduto a isolare la chiazza e, contemporaneamente, stiamo pompando la sostanza inquinante».

Ma se, logicamente, il primo obiettivo è quello di impedire a quella sostanza (probabilmente si tratta di oli combustibili esausti o di qualcosa di analogo) di causare danni, il secondo è quello di dare un nome e cognome al responsabile di quello scempio. Tante le ipotesi sull’origine di quella schifezza, ma tutte con un unico denominatore comune, ossia che sia stato un gesto volontario di qualcuno ce ha trovato più facile e più economico sbarazzarsi di qualche resto oleoso sfruttando il fiume. E, vista la quantità, resta difficile pensare a un semplice cittadino con delle latte da svuotare rimaste in garage.

Infuriato il vicesindaco, nonché assessore all’ambiente, Franco Fanucchi: «Si tratta di un atto vile, provocato da persone senza scrupoli che hanno come solo scopo quello del guadagno a scapito dell’ambiente. Mentre tutta la popolazione mondiale si sta svegliando , e sta cercando i modi per curare il nostro pianeta, esiste ancora gente che, in barba a tutte le regole, continua a provocare danni di questo tipo. Auspico che sia fatta piena luce sui responsabili, che siano individuati e che vengano puniti nel modo che meritano». —

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