Sicurezza
Preservativo nel pasto è caccia al colpevole
Il sindacato dichiara l’estraneità dei lavoratori della mensa L’azienda difende i percorsi di trasporto meccanizzato
LUCCA. La faccenda del preservativo trovato nel pasto di un ricoverato ha fatto pensare a un atto di sabotaggio e così è partita la caccia al colpevole. Sull’accaduto intervengono i sindacati per sottolineare l’estraneità ai fatti dei lavoratori della mensa. «Siamo rimasti tutti scioccati da quanto avvenuto all’ospedale San Luca di Lucca. Il ritrovamento di qualunque oggetto o corpo estraneo nel vassoio del cibo o nel cibo stesso è cosa che non deve accadere in nessun caso, a maggior ragione in un ospedale dove le esigenze di igiene sono necessariamente ancora più severe. Non stiamo però parlando di un capello, di un guscio di uovo, ne di un cerotto, bensì di un profilattico! Un oggetto così non può che essere stato portato appositamente e posto sul vassoio di proposito. Un atto del genere non può che far pensare a un sabotaggio. Atto gravissimo che proprio per questo nulla ha a che fare con le lavoratrici ed i lavoratori della mensa dell’ospedale San Luca. Filcams, Fisascat e Uiltucs Toscana Area Lucca, si sono perciò già attivate a garanzia delle lavoratrici e dei lavoratori e chiedono che, qualunque sia la decisione che direzione sanitaria e gestore del San Luca assumeranno, sia nel rispetto dei loro diritti e dei contratti».
Sul caso interviene anche l’Asl per escludere che il sabotaggio sia avvenuto durante il percorso del pasto. «Il San Luca è dotato di un sistema di controllo degli accessi ai percorsi sanitari e tecnici con varchi elettronici, che si aprono tramite tessera Rfid (tecnologia di identificazione a radiofrequenza) e che permettono la restrizione degli accessi ai non autorizzati. In particolare, il percorso del trasporto meccanizzato si svolge interamente in un'area dedicata, alla quale è possibile accedere solo da percorsi riservati agli operatori, non consentiti all'utenza. I varchi esistenti, che non comunicano direttamente con gli spogliatoi, sono quelli delle vie di fuga e di esodo previsti dal progetto per ragioni di sicurezza. L'intero percorso di trasporto automatizzato è inoltre monitorato dai sistemi informatizzati presenti a bordo di ogni carrello e sono quindi disponibili in tempo reale i tempi di percorrenza e gli eventuali arresti provocati da ostacoli o guasti. Il personale della ditta incaricata del servizio è presente H24 nella centrale di controllo adiacente al percorso e interviene immediatamente in caso di qualunque anomalia. È poi prevista la consegna dei carrelli nelle baie (stazioni di arrivo) di reparto, all'interno di percorsi sanitari in cui il personale dei provider ha in carico il materiale, e la successiva sosta in reparto, che avviene sempre in corridoi presidiati; la consegna dei vassoi avviene con la supervisione dei sanitari». —
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