Lutto
Citati a giudizio per lesioni stradali i tre responsabili di Opera delle Mura
Avviso di conclusione delle indagini a Biancalana, Marchi, Tani per i due turisti caduti ad agosto 2018 dal baluardo San Regolo
Dura poco più di 13 mesi l’indagine sull’incidente occorso ai due turisti - padre di 40 anni e figlio di 5, origini francesi e residenti a Dubai - precipitati il 21 agosto 2018 nell’area della Cannoniera lato Est del baluardo San Regolo sulle Mura urbane. E al termine di una battaglia legale senza esclusione di colpi tra procura e difesa, con l’utilizzo di un drone e il capo d’imputazione modificato in corso d’opera - da lesioni colpose per aver omesso di garantire la sicurezza delle Mura a lesioni personali stradali gravi - l’ufficio requirente decide di citare a giudizio, attraverso l’avviso di conclusione delle indagini (il reato non prevede il passaggio all’udienza gup), i vertici passati e presenti dell’Opera della Mura (ente poi sciolto). Si tratta del presidente Alessandro Biancalana, che tra una settimana compie 65 anni e del direttore dell’Opera delle Mura dal 4 marzo 2018 Giovanni Marchi , 66 anni, entrambi assistiti dall’avvocato Lodovica Giorgi e dal direttore dell’Opera delle Mura sino al 4 marzo 2018 Maurizio Tani, 66 anni, difeso da Carlo Di Bugno .
IL CAPO D’IMPUTAZIONE
Per il procuratore Pietro Suchan (oggi all’ultimo giorno di lavoro in magistratura) e il sostituto Elena Leone, i tre indagati, responsabili in concorso della gestione della sicurezza e della circolazione sulle Mura, per negligenza e imprudenza avrebbero omesso di adempiere agli obblighi di messa in sicurezza del perimetro stradale delle Mura senza avvisare con apposita segnaletica del pericolo di caduta dall’alto. E non avrebbero collocato opere provvisorie di protezione sui lati aperti della Cannoniera del baluardo San Regolo nel lato Est della passeggiata delle Mura, connotata da particolare pericolosità, consentendo la circolazione a due ciclisti, figlio minore e padre, entrambi precipitati da circa 6 metri d’altezza: il bimbo in sella ad una bici, il babbo a piedi correndo per soccorrere il piccino sparito di fronte ai suoi occhi. Per l’accusa il comportamento dei vertici dell’Opera delle Mura avrebbe contribuito a cagionare lesioni personali al bimbo (taglio del labbro inferiore, frattura composta dell’osso parietale sinistro e altre lesioni inferiori a 40 giorni di prognosi) e al papà (frattura testa dell’omero sinistro con rottura tendinea e prognosi superiore ai 40 giorni). La famiglia Magnin - padre, madre e figlio - chiederà un congruo risarcimento all’ente pubblico.
PROCESSO PENALE
Ci si avvia quindi al processo penale il cui esito è tutto da verificare in sede dibattimentale. La vicenda è controversa. Ad inizio maggio 2019 il procuratore modifica l’imputazione originaria: da lesioni colpose (articolo 590 codice penale) per aver omesso di garantire la sicurezza sulle Mura a lesioni personali stradali gravi (articolo 590 bis). In sostanza aggrava le posizioni dei dirigenti comunali dell’ Opera delle Mura. Perché il reato diventa perseguibile d’ufficio e non necessita della querela della vittima. Le scorse settimane procura e pg effettuano un nuovo sopralluogo nella zona del baluardo sentendo di nuovo, con un interprete francese, i genitori del bimbo con il padre che avrebbe indicato una sua posizione diversa rispetto a quella in precedenza verbalizzata dai vigili. In sostanza si sarebbe gettato dalle Mura per soccorrere il bimbo dallo stesso punto in cui l’avrebbe visto sparire dopo essere andato leggermente avanti con il risciò. Il piccino (anche il genitore?) potrebbe essere stato tratto in inganno dalla prospettiva. In quel tratto ci sono alberi di alto fusto con rami e foglie che arrivano all’altezza delle Mura. Quindi credendo di poter proseguire oltre il bimbo in bici si è diretto oltre il poggio precipitando nel vuoto. —
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