La manifestazione
Abuso d’ufficio, Magnani processato a gennaio
L’ex presidente di Gesam Energia, costituitasi parte civile, nei guai per un appalto da 1,5 milioni concesso senza gara
LUCCA. Niente accordo , niente transazione tra le parti. L’ingegner Giovanni Magnani, ex presidente di Gesam Energia, finisce sotto processo per abuso d’ufficio e l’udienza viene fissata per gennaio 2020. Rinviato a giudizio dal gup Alessandro Trinci con la Gesam costituitasi parte civile. Una storia iniziata un anno e mezzo fa, quando i rappresentanti di Lucca Holding, Gesam spa e Gesam Energia presentarono un esposto alla procura della Repubblica nei confronti di Magnani, l’ex presidente della società che si occupa della gestione dell’illuminazione pubblica e del riscaldamento negli edifici comunali.
Al centro della vicenda gli accordi che l’allora presidente di Gesam Energia prese – per il Comune in piena autonomia e senza l’ok del Cda – con una ditta di San Miniato, cui commissionò la realizzazione di un pirogassificatore, per produrre energia bruciando legno, nella zona di Pescaglia. Il tutto corredato dal versamento di una caparra di 80mila euro sul milione e mezzo di costo dell’impianto, che sarebbero lievitati a oltre tre con le opere civili. Già a livello della società municipalizzata era stata avviata nei confronti di Magnani un’azione di responsabilità relativa alla sottoscrizione di quel contratto, che poi aveva portato alla sua rimozione dall'incarico, con polemiche politiche che si trascinarono per mesi.
Del fatto però si sono interessati anche gli inquirenti, partendo dalle accuse che a Magnani erano state rivolte dalla Lucca Holding che attraverso l'allora amministratore Bortoli aveva sostenuto che quel contratto era stato sottoscritto «senza alcun rispetto per le procedure previste dalle legge e senza aver mai ricevuto la specifica autorizzazione del consiglio di amministrazione da lui presieduto». Per l’accusa Magnani nel 2015 avrebbe affidato direttamente lavori per oltre 1 milione e mezzo a una ditta che doveva realizzare un impianto di cogenerazione e gassificazione di legna per produrre energia, omettendo di ricorrere alle procedure di evidenza pubblica e travalicando i poteri di spesa. L’indagine era partita proprio su input di Gesam nell’estate del 2016. Per capire meglio i contorni della vicenda e soprattutto se nelle more vi fosse un’ipotesi di corruzione la procura aveva chiesto al gip l’autorizzazione alle intercettazioni che erano state negate. L’indagine si era fermata all’ipotesi di abuso d’ufficio. Un reato che si prescrive in 7 anni e mezzo. E visto che i fatti contestati sono del 2016 non è da escludere che la vicenda si chiuda in Appello con l’estinzione del reato. —
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