Sicurezza
Lanfri, prove di Everest con la scalata in Nepal della punta Hiunchuli
lucca. Non si ferma mai Andrea Lanfri. Il vulcanico ragazzo lucchese, dopo aver portato con successo a termine l'idea “From Summit to the Ocean” (scalata del Monte Rosa e cammino di Santiago in bicicletta nel giro di poco meno di due settimane), è pronto per partire alla volta del Nepal per un'impresa veramente spettacolare: “Face to Face with Everest – Attacco al Nepal”. Stavolta Lanfri sale in aereo e va in direzione Kathmandu per la scalata della Punta Hiunchuli, altezza 7246 metri. Un mese all'avventura, con lo sguardo sempre ben fissato verso il progetto “Everest 2020”.
«Per trenta giorni – racconta Lanfri – vivremo solo ed esclusivamente in tenda, affrontando temperature minime tra i -30 gradi e i -35 gradi. Nessun italiano con amputazioni sia agli arti superiori che agli arti inferiori ha mai tentato una scalata sopra i 7.000 metri, sarò il primo a raggiungere questo obiettivo. Anche per me è un territorio inesplorato, un test di grandissimo valore in vista dell'Everest». Punta Hiunchuli è una vetta dal sapore particolare, perchè quando arriverà in cima Lanfri si troverà nelle stesse condizioni che dovrà poi affrontare nella scalata all'Everest. Un'occasione più che unica per toccare con mano cosa lo attende l'anno prossimo. La scalata della Punta Hiunchuli rappresenta infatti uno snodo cruciale all'interno del progetto “Everest 2020” sotto tanti punti di vista. Dopo mesi e mesi di allenamento, tra palestra, chilometri macinati in bicicletta e diverse escursioni con scalate in tutta Italia, questa sfida in Nepal è un vero e proprio esame di laurea in alpinismo per Andrea.
Durante il viaggio Andrea sarà accompagnato dalla guida alpina Luca Montanari, specializzato in scalate sia oltre i 7000 che oltre gli 8000 metri. Punta Hiunchuli è l'ultima cima della catena nepalese del Dhaulaghiri. La logistica per arrivare al campo base, piuttosto complessa, dato che la montagna si trova nel Dolpo, regione remota del Nepal, rende difficile l'accesso rispetto ad altre vette dell'Himalaya. Lungo i pendii, così come in cima, la vista è superba, in direzione del Tibet a nord e sulla catena del Dhaulaghiri a est. Una bellissima vetta lontana dalla folla che racchiude tutte le condizioni per scalare. Una spedizione dal gusto esplorativo.
Andrea lascerà l'Italia il 4 ottobre per arrivare a Kathmandu il giorno seguente. Da lì partirà, attrezzatura in spalla, in cammino per una decina di giorni per arrivare ai piedi della Punta Hiunchuli. Dal 15 al 29 ottobre i partecipanti alla spedizione avranno quindici giorni di tempo per gestire le fasi di acclimatamento, salita alla cima e discesa a valle. «Durante la scalata – spiega Andrea – sperimenterò varie tipologie di protesi per valutare la loro efficacia in vista dell'Everest. Grazie agli sherpa che ci accompagneranno, non dovrò trasportare da solo tutta l'attrezzature. Per me questo è un grande vantaggio, mi concede l'opportunità di viaggiare con più protesi senza dover scalare con troppo peso sulle spalle».
La presentazione si è svolta alla concessionaria Toyota Lucar Tm a Guamo (Lucca). A fare da padrone di casa, come di consueto, Giorgio Serafini che ha confermato il sostegno della Lucar in tutte le imprese di Andrea. Allo stesso modo anche Italiana Assicurazioni, nella persona di Matteo Martinelli, ha nuovamente affermato di voler essere a fianco di Lanfri in queste meravigliose esperienze. Un in bocca al lupo speciale è arrivato anche da Domenico Passalacqua, presidente di Luccasenzabarriere. —
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